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Anno XIV num.4
Lug./Ago. 2015

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 Assemblea annuale A.N.P.R.I.S. / IL TUNING

 

di Giuseppe Capitanio

 

ASSEMBLEA ANNUALE A.N.P.R.I.S.

I ricostruttori di incidenti si organizzano in vista della certificazione R.I.N.A.

Si è svolta ieri a Roma, presso la sede nazionale, l’assemblea annuale dell’ A.N.P.R.I.S. (Associazione Nazionale Periti Ricostruttori Infortunistica Stradale). Nel corso dell’assemblea coordinata dall’Ing. Castagnola, segretario nazionale dello S.N.A.P.I.S., sindacato di categoria dei periti ricostruttori di cui l’A.N.P.R.I.S. è espressione, è stata sottolineata l’importanza del ruolo che l’Associazione andrà ad acquisire in vista dei prossimi ed importanti sviluppi cui sta andando incontro la professione. In ambito europeo è allo studio l’intento di dare certificazione ai ricostruttori delle dinamiche degli incidenti stradali. In Italia l’Ente certificatore a cui spetterà il compito di valutare e riconoscere le capacità dei ricostruttori è il R.I.N.A. il cui operato ha valenza mondiale.

A tale scopo i periti ricostruttori che in Italia sono raggruppati nelle tre sigle più rappresentative: A.N.P.R.I.S., A.S.A.I.S. ed E.V.U. ITALIA hanno deliberato di organizzare a breve un tavolo per stabilire le norme valutative su cui il R.I.N.A. dovrà poi lavorare per definire i parametri di certificazione.

L’assemblea AN.P.R.I.S.  ha rinnovato le cariche sociali ed ha istituito una Commissione Tecnico-Scientifica alla quale sarà demandato il compito di valutazione preventivo degli aspiranti periti certificati. La Commissione dovrà infatti valutare il lavoro svolto nei due anni precedenti, dal perito che aspira ad acquisire anche la certificazione R.I.N.A..

Scopo delle tre associazioni di categoria è di consentire che solo professionisti validi e tecnicamente preparati si pongano sul mercato per svolgere la professione di ricostruttori e ciò a tutela dei cittadini e degli automobilisti. Le stesse associazioni si faranno promotori presso gli Uffici Giudiziari affinchè i consulenti tecnici d’ufficio siano scelti tra quelli certificati R.I.N.A.. Oggi non esiste alcuna normativa in materia, nella scelta del consulente, i magistrati operano ancora troppo spesso per conoscenza diretta o per segnalazioni ricevute dai colleghi.

Il rischio, ha detto nel suo intervento Leonardo Monticelli, è che il consulente non riesca a trasmettere al giudice il risultato di quanto è riuscito a ricostruire. Può avere intuito la giusta dinamica dell’incidente ma se non sa riferirlo adeguatamente il giudice può essere indotto in involontario errore. Ecco perché è importante, ha continuato Monticelli, che il perito ricostruttore abbia un’ampia preparazione cultura di base oltre che specifiche competenze in materia e la certificazione R.I.N.A. mira proprio ad accertare e certificare il possesso di queste competenze.

(G.C.)


IL TUNING

Il tuning, dal verbo inglese to tune (mettere a punto), è la modifica di un veicolo o di un motoveicolo rispetto alla produzione originale. Iniziò a diffondersi in America negli anni ’60, successivamente si espanse anche in Europa e soprattutto nei paesi occidentali, in particolare Germania e Austria. In Italia all’inizio fu visto con diffidenza, ma con il passare del tempo e grazie a grandi preparatori come Abarth, Giannini e Giacomelli diventò ed è tuttora molto diffuso. In particolare il tuning trova applicazione in campo estetico, meccanico, nel campo dei riproduttori audiofonici; esistono rinomati preparatori mondiali coma la Toyo Tires, la Momo, la Simoni racing ed altre ancora. Il tuning è diffuso anche nel campo delle moto, dove trova appassionati soprattutto tra i ragazzi che elaborano i lori motorini, enduro, motard, scooter e Piaggio Ape per renderli più veloci o/e migliorali esteticamente. Tra le elaborazioni, i pezzi più modificati sono i gruppi termici, in gergo detti cilindri e pistoni, i carburatori, le marmitte o silenziatori, le valvole lamellari e gli alberi motore. Tra le più conosciute marche di produzione di tali pezzi, si annoverano:

  • Malossi, Top Performance, Polini, Simonini ecc… per quanto riguarda i cilindri e le valvole lamellari;

  • Dell’orto, Mikuni, Keihin ecc… per i carburatori;

  • Malossi, Top Performance, Giannelli, Arrow, Leo Vince, Zirri, Pinasco,  Big One ed altre, per le marmitte;

  • Malossi, Top Performance, Polini ed altre per gli alberi motore.

 

Perché i ragazzi sono così tanto appassionati al tuning?

Amano il tuning perché desiderano rendere il proprio mezzo unico e diverso dagli altri.

Esistono numerosi club di tuning diffusi in tutta Italia e grazie alla grande passione che li anima ed all’aiuto di qualche sponsor, di tanto in tanto, riescono ad allestire show tuning, vere e proprie mostre di veicoli elaborati.

Nel tuning si sono applicati veri e propri artisti della decorazione che grazie al loro estro artistico ed alle competenze tecniche, sono riusciti a raggiungere sofisticate aerografie di ineguagliabile livello qualitativo e pensare che un banale paracarro per una curva presa male può distruggere tale opera d’arte.

Il tuning risulta essere molto attraente, però spesso accade che alcuni partecipanti perdano di vista il vero senso del tuning che è essenzialmente apparire ed organizzino parallele quanto illegali gare di velocità su improvvisati circuiti cittadini con tanto di scommesse clandestine. Il loro scellerato agire mette a repentaglio la vita di inconsapevoli cittadini oltre che la loro. Spesso questi improvvisati piloti fanno uso di alcool e droghe prima di porsi alla guida dei loro potenti mezzi e questo aggrava ancora di più la loro azione che può essere causa di morte. Tutti sia nel tuning che nella vita dovrebbero sempre tenere presente che l’irresponsabile divertimento di un attimo può segnare in modo irreversibile e  radicale la loro vita e quella degli altri.

Non si vuole qui criminalizzare il tuning come fenomeno di creatività artistico e tecnologico, tutt’altro ma invitare ad una riflessione più ampia che può essere valida per il tuning ma anche per il calcio, e per qualsiasi altra manifestazione sportiva, artistica e comunque sociale.

Sono in commercio riviste di tuning quali Elaborare o Mega Tuning o ancora Moto Elaborate che trattano in modo ampio e diffuso dell’argomento.

 

 

                                                                               Giuseppe Capitanio

 


 

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