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RITORNO AL PASSATO
Bertone: Patrimonio Artistico Italiano
di
Simone Pavarin
Ritorno al passato
Una tra le più suggestive competizioni motoristiche
tenute in Italia è certamente la “Coppa d’oro delle Dolomiti”, gara che
vede sfidarsi auto d’epoca, in un ambiente impervio, quello montano
dell’Italia del nord. La manifestazione si svolge, come recita il
nome, sulle Dolomiti e sono autorizzate a parteciparvi solo le vetture
costruite prima del 1961. Quest’anno la competizione si è tenuta il due
ed il tre di settembre e ha consacrato la famosa località turistica di
Cortina d’Ampezzo, oltre che come centro paesaggistico invidiabile,
anche come punto di riferimento per tutti quei collezionisti d’auto che
amano mettere alla prova i propri bolidi non solo da un punto di vista
estetico. Questa competizione trae origine, come viene dichiarato nel
sito ufficiale dell’organizzazione, da diverse gare in ambiente montano
in particolare però ci si è ispirati alla “Coppa delle Venezie” che già
negli anni ’20 attraeva appassionati da tutta Europa.
La “Coppa d’oro delle Dolomiti” nasce nel ’47 e,
mantenendo le origini della “Coppa delle Venezie” , privilegia l’armonia
della guida, alla velocità, in un ambiente ricco di curve, tornanti,
impervie salite e pericolose discese. Si narra che, almeno in origine,
tale competizione sia stata caldeggiata dai migliori corridori del
mondo, alcuni dei quali vincitori della Mille Miglia. L’intento è
quello di evidenziare l’armonia della vettura con quell’elemento
paesaggistico che tutto il globo ci invidia, le Dolomiti, dichiarate da
diversi anni patrimonio dell’Unesco.
Quest’anno l’interesse dimostrato nei confronti
dell’iniziativa ha avuto particolare rilievo vista la congiuntura
economica che non solo l’Italia ma l’intera Europa sta attraversando.
Nonostante tutto, la competizione ha visto sfidarsi 160 equipaggi ognuno
con la propria vettura, alcune delle quali molto ricercate e di grande
valore.
Per sottolineare l’internazionalità dell’evento la
competizione ha entusiasticamente accolto l’iscrizione non solo di
equipaggi europei ma anche americani e giapponesi. Il tragitto totale,
lungo il quale questi bolidi si sono sfidati ha avuto una lunghezza di
poco oltre i 400 Km. In entrambi i giorni di competizione le vetture
sono partite da Cortina d’Ampezzo la mattina, per farvi ritorno la sera.
Tra le case automobilistiche presenti, attraverso collezionisti più o
meno facoltosi, ricordiamo la Porsche, l’Alfa Romeo, la Lancia, la Bmw.
Ed è proprio una Bmw con equipaggio italiano ad
aggiudicarsi il podio d’onore nella classifica finale. Sulla locandina
di presentazione 2011 gli organizzatori hanno voluto ricordare i 3
fattori che rendono unica tale competizione : “Polvere, Passione,
Gloria”. “Polvere” per rievocare le origini. Certamente alla fine della
guerra, quando è nata la “Coppa d’oro delle Dolomiti”, molte strade
della zona non erano di liscio asfalto come lo sono oggi, bensì, allora,
le vie di comunicazioni erano costituite da poco più che sentieri di
terra battuta. Col termine “Passione” si vuol sottolineare la cura e le
attenzioni rivolte a veicoli d’epoca, alcuni immatricolati negli anni
’20, che devono affrontare un percorso tutt’altro che facile. Infine, il
termine “Gloria” rievoca la storia sia della competizione ma in
particolare la storia notoriamente gloriosa di alcuni veicoli presenti,
solo a titolo d’esempio ricordiamo la mitica Aston Martin 1500
International, l’inarrivabile Fiat 508 Sport o la leggendaria Maserati
A6 GCS. Al termine della competizione, il giorno successivo, domenica
quattro settembre, si è svolto il “Trofeo Tag Heuer-Barozzi” considerato
una parte integrante ed irrinunciabile della “Coppa d’oro delle
Dolomiti”.
Quest’ ultima fatica per i bolidi d’epoca, come
suggerisce il nome, è sponsorizzata dalla nota casa orologiera svizzera
e dall’importante gioielleria bresciana. Il Trofeo, a differenza della
coppa, è una vera e propria gara di velocità che, dopo una sfida di 15
Km in ambiente montuoso, ha il suo culmine in 3 prove cronometriche su
di una distanza di 120 metri nel famoso Corso Italia di Cortina
D’Ampezzo.
I promotori dell’evento sono stati estremamente
soddisfatti tanto che il presidente dell’ACI di Belluno ha avuto
l’onere ed il piacere di certificare un aumento degli iscritti alla
competizione. Innegabile anche il ritorno sia economico e d’immagine di
tutte le località toccate dalla gara.
Bertone: Patrimonio Artistico Italiano
Il Made in Italy, si sa, è apprezzato in tutto il mondo
, dalla cucina all’abbigliamento, dai componenti d’arredo al design
applicato al campo automobilistico. Qualunque prodotto con il “Tricolore
appeso” acquisisce un qualcosa di spirituale, creativo, che in
definitiva lo rende preferibile ai concorrenti esteri, anche se non
sempre, diciamoci la verità, a ragion veduta. Noi italiani ormai
abituati a vivere tra i resti delle “antiche glorie dei Cesari” o tra
gli innumerevoli edifici di sfoggio rinascimentale, troppo spesso non
apprezziamo ciò che l’intero globo ci invidia cioè quella particolare
sensibilità per le forme ed i colori, ovvero il “gusto del bello”. Ed è
proprio per ricordare e rinfrescare queste nostre attitudini che
recentemente è stato conferito da parte del Ministero dei Beni e delle
Attività Culturali, il riconoscimento, a 78 auto storiche della Bertone,
di “Patrimonio Artistico Italiano” . Nel 2012 la Collezione Bertone
diverrà un vero museo, proprio nell’anno del centenario della fondazione
dell’azienda piemontese. Come detto la Bertone nasce nel 1912, per
volontà di Giovanni Bertone ed è tuttora considerata una delle più
antiche case automobilistiche del Nostro Paese.
Sin dalle sue origini le più grandi aziende produttrici
mondiali di automobili si sono affidate alla Bertone sia per realizzare
direttamente vetture di alto pregio sia solo per ideare modelli “su
carta”. Bertone è sempre stata sinonimo di lusso, alte prestazioni ed
armonia di forme e di colori. Pensiamo ad esempio ad alcuni modelli come
le leggendarie Lamborghini Countach o Miura, l’inarrivabile Lancia
Stratos, o la più commerciale serie “X” della Citroen. Gli anni ’50 sono
gli anni dell’ascesa. E’ in quel periodo che la casa piemontese con la
produzione per conto dell’ Alfa Romeo della Giulietta SS, con un motore
potentissimo, che permette alla vettura di raggiungere la soglia allora
proibitiva dei 190 km/h, il tutto racchiuso da una livrea avveniristica,
diviene famosa tra tutti gli appassionati del settore e non solo. Sono
gli anni ’60, che, complice il boom economico, incoronano la Bertone
come simbolo di raffinatezza ad altissimi livelli. La vettura che
rappresenta un po’ tutto questo periodo è la Lamborghini Miura. Gli anni
’70 sono invece gli anni della sperimentazione. Interni totalmente
rivisti e combinazioni esterne di assoluta novità. In questi anni vi è
la produzione della Lancia Stratus Zero, una vera rivoluzione, sportiva
forse all’eccesso, ingresso nell’abitacolo dal parabrezza mobile, spazio
interno totalmente rivisto, quest’ultimo aspetto sarà un punto di
partenza irrinunciabile per la realizzazione delle moderne monovolume.
Gi anni ’80 e ’90 sono stati caratterizzati da fortune
alterne. Se da un lato il settore di ricerca e sviluppo non si è mai
arrestato, ideando motori all’avanguardia nel campo delle energie
rinnovabili, dall’altro, l’azienda non è riuscita a tenere il passo
delle grandi multinazionali automobilistiche ed, in seguito ad un
dissesto finanziario, la sua struttura produttiva è stata inglobata
dalla Fiat Group. Il marchio è invece rimasto alla proprietà originaria,
la famiglia Bertone, che ha raccolto le sfide del nuovo millennio
abbandonando completamente la produzione di vetture in serie e
dedicandosi esclusivamente alla ricerca e sviluppo di nuovi prototipi
con materiali all’avanguardia.
Il riconoscimento istituzionale degli sforzi profusi
dalla casa piemontese arrivano in un momento congiunturale delicato.
Nonostante la crisi economica ormai globale, la Bertone ha deciso di non
delocalizzare, di mantenere quindi quello spirito tutto italiano che ha
permesso allo storico marchio di andare alla conquista di nuovi mercati
aprendo uffici nel Nord Europa ed in Cina. Il provvedimento ministeriale
è stato particolarmente apprezzato dalla presidente della Bertone, Lilli
Bertone che ha affermato “Siamo ormai l’unico car designer italiano
indipendente e l’anno prossimo festeggeremo il centenario dell’Azienda.
Accogliamo con gioia e profonda soddisfazione questo riconoscimento, il
cui messaggio è molto chiaro: tutti gli sforzi che abbiamo fatto e
stiamo facendo, giorno dopo giorno, per mantenere la nostra indipendenza
vengono ufficialmente riconosciuti a livello istituzionale”.
Simone Pavarin |