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Anno XIV num.4
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  • Rincari d’autunno e i prezzi salgono grazie all’inflazione

  • Morti bianche l’Italia ha il triste primato europeo

di Paola Dasco

 

La Banca centrale europea  non ha cambiato il valore del tasso dell’euro al ritorno dalle vacanze estive che rimane al 4,25%; di conseguenza chiede che siano risanati i conti pubblici di quei paesi dell’euro che presentano bilanci in deficit tra cui l’Italia.

La bce ha affermato che l’inflazione si manterrà alta per un lungo periodo e probabilmente si avrà una graduale moderazione nel 2009. 

Bisognerà puntare alla stabilità e mantenimento dei prezzi, si cercherà di salvaguardare il potere d’acquisto a medio termine favorendo l’occupazione e la crescita.

Per la finanziaria del 2009  quindi il nostro paese dovrà apportare delle misure correttive per risanare i conti pubblici.

Intanto gli italiani tornati dalle vacanze si sono imbattuti con i rincari soprattutto gli alimentari, ma anche il gas , la luce, acqua, libri scolastici, servizi bancari e assicurativi, nettezza urbana.

Un totale di circa 400 euro in più  a  carico di ogni famiglia italiana all’indomani della fine della stagione estiva.

Gli aumenti del gas sono  spinti dal caro petrolio dei mesi precedenti; per quanto concerne l’elettricità dal costo del gas e  dai prezzi della Borsa.

Calati i saldi rispetto all’anno scorso con una percentuale  del 50% un flop; sicuramente causato dall’aumento spropositato di pasta , pane e benzina che ha frenato l’acquisto ai prezzi più convenienti nell’abbigliamento .

Il Pil nel secondo trimestre del 2008 ha segnato quota 0,3% e si prevede una crescita dello 0,1% determinata dalla crisi industriale manifatturiera mentre l’agricoltura e i servizi tengono bene.

Intanto anche l’euro sui mercati valutari ha un apprezzamento eccessivo, il nostro paese non ha solo bisogno del risanamento dei conti pubblici ma di una politica di sostegno allo sviluppo a chiederlo sono i sindacati di Confcommercio, confesercenti  e gli stessi consumatori.

Il governo italiano ha previsto la chiusura dell’anno 2008 con una crescita minima dell’ 0,5% del pil , il secondo trimestre sarà per l’Italia ancora più pesante e percio’ bisognerà attivarsi per una finanziaria che permetterà al nostro paese di riprendersi nel 2009.

Gli esperti prevedono l’uscita dalla crisi economica dei paesi europei con un basso taglio dei tassi della banca centrale europea, dollaro in calo e prezzo del petrolio in ribasso.

Una situazione non certo rosea che ha suscitato e continuerà a suscitare una serie di manifestazioni di protesta con una serie di scioperi per dare un chiaro segnale di malcontento dei cittadini italiani.

La giornata di iniziativa promossa dal Cncu( consiglio nazionale dei consumatori e utenti)  del 18 settembre ha costituito un presidio in piazza Montecitorio e in numerose altre piazze italiane per sollecitare sia il governo che il parlamento  di tutelare il potere d’acquisto delle famiglie italiane.

Le associazioni hanno chiesto un incontro con il presidente del consiglio Berlusconi e di sottoporre alla sua attenzione una serie di proposte:

Prezzi e tariffe, generi alimentari , scuola, metano e fisco.

Temi molto caldi intanto la Federazione italiana panificatori ha segnalato che il giorno 18  settembre (con lo sciopero della pagnotta)  nelle città campione non c’è stato nessun calo delle vendite del pane e chiedono che i consumatori vengano tutelati diversamente.

Il presidente dell’Aduc (Associazione dei diritti degli utenti e consumatori) delinea il fatto che non esistendo un mercato liberalizzato il rischio degli alti prezzi sul mercato provoca una qualità bassa dei prodotti e i consumatori sono privi di ogni strumento di difesa.

Quindi si delinea una situazione in cui sia da parte del governo che dell’autorità preposte una scarsa incisività nei provvedimenti adottati attualmente.

(P.D.)


Morti bianche l’Italia ha il triste primato europeo

 

Nel nostro paese muoiono in media tre lavoratori al giorno; un dato inquietante che

descrive le pessime condizioni di lavoro in cui molte persone sono costrette a lavorare.

Molto spesso gli incidenti che quotidianamente accadono riguardano quella categoria di lavoratori impiegati nel lavoro nero che non vengono denunciati e sfuggono alle stime.

Nasce intorno agli anni sessanta all’interno del movimento operaio italiano il termine caduti sul lavoro per indicare le responsabilità dirette dei sistemi di produzione ; lo sfruttamento dei lavoratori e scarse condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro.

Intanto negli ultimi anni il termine si è modificato nelle cosiddette ‘morti bianche’ che descrivono la morte sui luoghi di lavoro per incuria da parte dei datori di lavoro sulle norme di sicurezza. 

L’Italia ha il primato in Europa di incidenti mortali sul lavoro.

Il nostro presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è intervenuto spesso negli ultimi mesi su tale problema in particolare il primo maggio giorno della festa dei lavoratori dove ha ricordato le vittime del lavoro dell’ultimo anno esprimendo cordoglio non solo alle vittime ma anche ai loro parenti.

Nonostante l’entrata in vigore della legge 123/07 che stabilisce  nuove norme in materia di sicurezza sul lavoro il sistema procede a passo lento .

Il numero degli ispettori è inadeguato per controllare tutte le aziende.

Il controllo ispettivo in capo allo Stato è minimo, il resto spetta alle regioni, alle Asl;

ma creare tra loro una stretta sinergia per ottenere dei risultati.

Non bastano solo le sanzioni o addirittura rimetterle in  discussione, bisognerebbe verificare se molte aziende presentano tutte le condizioni e risultino idonee a lavorare, una adeguata formazione professionale, una giusta politica di sicurezza, non bastano a questo punto più solo le regole.

L’attuale ministro del lavoro Sacconi ha annunciato un piano straordinario per arginare il fenomeno e promette l’utilizzo di risorse sia pubbliche che private.

L’obiettivo sarà l’adeguata informazione, prevenzione e formazione per incentivare i giusti comportamenti prevenendo i rischi.

Il Parlamento istituirà una commissione d’inchiesta sulle morti bianche che indagherà sulle cause ed entità del fenomeno.

Il ministro della giustizia Alfano ha annunciato un emendamento al decreto sulla sicurezza, prevedendo una corsia preferenziale sui processi relativi ai reati in violazione delle norme sugli infortuni sul lavoro.

Nel 2007 secondo i dati inail i morti sul lavoro sarebbero stati all’incirca

1210 di cui  296 in itinere cioe’ verificatosi nel tratto lavoro-casa , casa- lavoro  e non sono compresi in queste stime le morti per malattie professionali!

Ne’ gli infortuni dei lavoratori precari ed autonomi.

Nel sommerso invece l’Inail stima circa un 200000 l’anno di infortuni. 

La gravità del fenomeno è un chiaro segno di indignazione per un paese civile come il nostro.

 

Paola Dasco


 


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