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di Paola Dasco
La Banca centrale europea non ha cambiato
il valore del tasso dell’euro al ritorno dalle vacanze estive che rimane
al 4,25%; di conseguenza chiede che siano risanati i conti pubblici di
quei paesi dell’euro che presentano bilanci in deficit tra cui l’Italia.
La bce ha affermato che l’inflazione si
manterrà alta per un lungo periodo e probabilmente si avrà una graduale
moderazione nel 2009.
Bisognerà puntare alla stabilità e
mantenimento dei prezzi, si cercherà di salvaguardare il potere
d’acquisto a medio termine favorendo l’occupazione e la crescita.
Per la finanziaria del 2009 quindi il
nostro paese dovrà apportare delle misure correttive per risanare i
conti pubblici.
Intanto gli italiani tornati dalle vacanze
si sono imbattuti con i rincari soprattutto gli alimentari, ma anche il
gas , la luce, acqua, libri scolastici, servizi bancari e assicurativi,
nettezza urbana.
Un totale di circa 400 euro in più a
carico di ogni famiglia italiana all’indomani della fine della stagione
estiva.
Gli aumenti del gas sono spinti dal caro
petrolio dei mesi precedenti; per quanto concerne l’elettricità dal
costo del gas e dai prezzi della Borsa.
Calati i saldi rispetto all’anno scorso con
una percentuale del 50% un flop; sicuramente causato dall’aumento
spropositato di pasta , pane e benzina che ha frenato l’acquisto ai
prezzi più convenienti nell’abbigliamento .
Il Pil nel secondo trimestre del 2008 ha
segnato quota 0,3% e si prevede una crescita dello 0,1% determinata
dalla crisi industriale manifatturiera mentre l’agricoltura e i servizi
tengono bene.
Intanto anche l’euro sui mercati valutari ha
un apprezzamento eccessivo, il nostro paese non ha solo bisogno del
risanamento dei conti pubblici ma di una politica di sostegno allo
sviluppo a chiederlo sono i sindacati di Confcommercio, confesercenti e
gli stessi consumatori.
Il governo italiano ha previsto la chiusura
dell’anno 2008 con una crescita minima dell’ 0,5% del pil , il secondo
trimestre sarà per l’Italia ancora più pesante e percio’ bisognerà
attivarsi per una finanziaria che permetterà al nostro paese di
riprendersi nel 2009.
Gli esperti prevedono l’uscita dalla crisi
economica dei paesi europei con un basso taglio dei tassi della banca
centrale europea, dollaro in calo e prezzo del petrolio in ribasso.
Una situazione non certo rosea che ha
suscitato e continuerà a suscitare una serie di manifestazioni di
protesta con una serie di scioperi per dare un chiaro segnale di
malcontento dei cittadini italiani.
La giornata di iniziativa promossa dal Cncu(
consiglio nazionale dei consumatori e utenti) del 18 settembre ha
costituito un presidio in piazza Montecitorio e in numerose altre piazze
italiane per sollecitare sia il governo che il parlamento di tutelare
il potere d’acquisto delle famiglie italiane.
Le associazioni hanno chiesto un incontro
con il presidente del consiglio Berlusconi e di sottoporre alla sua
attenzione una serie di proposte:
Prezzi e tariffe, generi alimentari ,
scuola, metano e fisco.
Temi molto caldi intanto la Federazione
italiana panificatori ha segnalato che il giorno 18 settembre (con lo
sciopero della pagnotta) nelle città campione non c’è stato nessun calo
delle vendite del pane e chiedono che i consumatori vengano tutelati
diversamente.
Il presidente dell’Aduc (Associazione dei
diritti degli utenti e consumatori) delinea il fatto che non esistendo
un mercato liberalizzato il rischio degli alti prezzi sul mercato
provoca una qualità bassa dei prodotti e i consumatori sono privi di
ogni strumento di difesa.
Quindi si delinea una
situazione in cui sia da parte del governo che dell’autorità preposte
una scarsa incisività nei provvedimenti adottati attualmente.
(P.D.)
Morti bianche
l’Italia ha il triste primato europeo
Nel nostro paese muoiono in media tre lavoratori al
giorno; un dato inquietante che
descrive le pessime condizioni di lavoro in cui molte
persone sono costrette a lavorare.
Molto spesso gli incidenti che quotidianamente
accadono riguardano quella categoria di lavoratori impiegati nel lavoro
nero che non vengono denunciati e sfuggono alle stime.
Nasce intorno agli anni sessanta all’interno del
movimento operaio italiano il termine caduti sul lavoro per indicare le
responsabilità dirette dei sistemi di produzione ; lo sfruttamento dei
lavoratori e scarse condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro.
Intanto negli ultimi anni il termine si è modificato
nelle cosiddette ‘morti bianche’ che descrivono la morte sui luoghi di
lavoro per incuria da parte dei datori di lavoro sulle norme di
sicurezza.
L’Italia ha il primato in Europa di incidenti mortali
sul lavoro.
Il nostro presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano è intervenuto spesso negli ultimi mesi su tale problema in
particolare il primo maggio giorno della festa dei lavoratori dove ha
ricordato le vittime del lavoro dell’ultimo anno esprimendo cordoglio
non solo alle vittime ma anche ai loro parenti.
Nonostante l’entrata in vigore della legge 123/07 che
stabilisce nuove norme in materia di sicurezza sul lavoro il sistema
procede a passo lento .
Il numero degli ispettori è inadeguato per controllare
tutte le aziende.
Il controllo ispettivo in capo allo Stato è minimo, il
resto spetta alle regioni, alle Asl;
ma creare tra loro una stretta sinergia per ottenere
dei risultati.
Non bastano solo le sanzioni o addirittura rimetterle
in discussione, bisognerebbe verificare se molte aziende presentano
tutte le condizioni e risultino idonee a lavorare, una adeguata
formazione professionale, una giusta politica di sicurezza, non bastano
a questo punto più solo le regole.
L’attuale ministro del lavoro Sacconi ha annunciato un
piano straordinario per arginare il fenomeno e promette l’utilizzo di
risorse sia pubbliche che private.
L’obiettivo sarà l’adeguata informazione, prevenzione
e formazione per incentivare i giusti comportamenti prevenendo i rischi.
Il Parlamento istituirà una commissione d’inchiesta
sulle morti bianche che indagherà sulle cause ed entità del fenomeno.
Il ministro della giustizia Alfano ha annunciato un
emendamento al decreto sulla sicurezza, prevedendo una corsia
preferenziale sui processi relativi ai reati in violazione delle norme
sugli infortuni sul lavoro.
Nel 2007 secondo i dati inail i morti sul lavoro
sarebbero stati all’incirca
1210 di cui 296 in itinere cioe’ verificatosi nel
tratto lavoro-casa , casa- lavoro e non sono compresi in queste stime
le morti per malattie professionali!
Ne’ gli infortuni dei lavoratori precari ed autonomi.
Nel sommerso invece l’Inail stima circa un 200000
l’anno di infortuni.
La gravità del fenomeno è un chiaro segno di
indignazione per un paese civile come il nostro.
Paola Dasco |