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Anno IX num.1
Gen./ Feb. 2010

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DIABOLIKA

La fenomenale Jaguar E-Type

 

di Roberto Maurelli (Feb.2009)

 

Nel lontano 1961 una gattona elegante e sinuosa, uscita dai prestigiosi stabilimenti di Coventry, faceva il suo ingresso trionfale al Salone di Ginevra.

Per gli affezionati si chiamava (e si chiama!) E-Type, ma è anche conosciuta con il nome di XK-E, da sempre la sigla delle sportive della casa del giaguaro.   

Era, come avrete capito, un’irresistibile seduttrice, con un’estetica che anticipava tendenze stilistiche che si sarebbero affermate nella produzione mondiale solo molti anni dopo. Il suo vestito, tuttavia, non rinunciava ad essere anche promettente dal punto di vista tecnico: l’eccellente coefficiente di penetrazione le permetteva di raggiungere la ragguardevole velocità di 240 km/h. 

La carrozzeria celava soluzioni meccaniche di prim’ordine: quattro freni a disco, struttura monoscocca e sospensioni posteriori indipendenti.

Al debutto la nuova Jaguar era disponibile in due varianti: convertibile e coupé. La Serie 1 montava il motore da 3,8 litri e 6 cilindri (serie XK6) derivato da quello della XK150; questa unità, dotata di doppio albero a camme in testa e alimentato da tre carburatori SU HD8, era capace di ben 265 cv. Negli anni 1967 e 1968 venne realizzata una serie particolare che venne definita “Serie 1 1/2”. Queste vetture erano esternamente simili alle E-type standard tranne che per l'assenza della protezione in vetro per il gruppo dei fanali; dal punto di vista meccanico si differenziavano per l'adozione, sui veicoli esportati verso gli USA, di due carburatori Zenith-Stromberg al posto dei tre carburatori SU (il che rendeva meno potente la vettura).  

La Serie 2, prodotta dal 1969 al 1971, montava, invece, un motore, sempre Jaguar, da 4,2 litri. Su queste versioni, inoltre, il cambio era completamente sincronizzato e l’impianto frenante era stato potenziato.

Il comportamento stradale era da purosangue: se guidata da mani esperte sapeva regalare enormi soddisfazioni oltre ad essere terribilmente efficace.  

Le vetture della Serie 3, prodotte fra il 1971 e il 1975, presentavano un’incredibile novità: un motore 12 cilindri a V di 5,3 litri e 272 cavalli! Questo propulsore ed alcune profonde modifiche telaistiche mutarono radicalmente il carattere della vettura, indirizzandola verso un comportamento stradale più consono ad una granturismo. Venne ulteriormente potenziato l’impianto frenante e introdotto il servosterzo.

Questa fu l’ultima evoluzione della Jaguar E-Type, sebbene siano state prodotte alcune versioni speciali e numerose imitazioni che abbinano la carrozzeria in stile originale alla meccanica di auto moderne.

Nel 1975 la produzione cessò dopo circa 72.000 modelli costruiti, una cifra considerevole dovuta non solo al suo prezzo relativamente basso (circa 6.000.000 £), ma anche all’incredibile fascino che esercitò sul pubblico.

La maggior parte dei personaggi famosi di quell’epoca guidava un E-Type (su tutti il fuoriclasse inglese del Manchester United, nonché pallone d’oro, George Best).

A dimostrazione della bontà del progetto portato a termine da Malcom Sayer, basti pensare che molte riviste specializzate, ancora oggi, l’hanno eletta come l’auto più bella mai costruita. In Italia, poi, si guadagnò una fama particolare poiché permetteva al ladro dei fumetti Diabolik di sfuggir velocemente all’acerrimo rivale, l’ispettore Ginko.

A noi, uomini del XXI secolo, non resta che bearci con le immagini di questo capolavoro stilistico e meccanico, sognando di poterne acquistare un esemplare usato.

A proposito, qualora vi interessasse, le quotazioni sono comprese fra 30.000 e 60.000 €.

 

 

Roberto Maurelli


 

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