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Anno XXV num.2
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MANHWA O MANGA? TRA GIAPPONE E COREA DEL SUD

di Elena Maria Colizzi

 

Il manga è una forma d’arte giapponese su carta che si presenta sotto forma di un fumetto, ma ciascuno contenente stili di disegno, generi, e personaggi molto variegati nella loro autenticità. Infatti, essi possono spaziare da una storia d’amore collegiale e in questo caso sono conosciuti come ‘shojo’, alle lotte clandestine tra personaggi schierati in gruppi nemici se si tratta di uno ‘shonen’ con forte dinamismo e azione, mentre tra il pubblico maschile adulto si prediligono i ‘seinen’ e tra il pubblico femminile adulto, invece, i ‘josei’; entrambi questi ultimi si differenziano dai precedenti in termini del livello di complessità degli argomenti narrati e rappresentati sul piano grafico dai mangaka.

Infine, c’è una tipologia di manga appositamente destinata all’età infantile che acquisisce il nome di ‘kodomo’, che significa ‘bambini’ tradotto dal giapponese. L’aumento del numero di lettori di manga è costante, soprattutto dopo essere entrati attivamente a fare parte delle librerie in franchising sparse in tutta Italia, dal Nord al Sud; sono stati dedicati degli scaffali che offrono un mix dei generi citati e che permettono di avere un accesso più immediato a una scelta più o meno vasta.

La comodità di leggere un manga consiste nel gustarsi la sua estrema tascabilità, che consente di portarne più di uno ovunque per le dimensioni ridotte e per la quantità innumerevole disponibile da scaricare gratis online su un apposito e-reader.

Si preferiscono spesso ai libri ordinari, in quanto sono piuttosto brevi da leggere, rapidi da memorizzare in attesa dell’uscita del nuovo numero (qualora fosse una pubblicazione recente), e sono in grado di stimolare la curiosità in un ciclo continuo di scoperte avvincenti, ‘suspense’ o scene lasciate in ‘stand-by’ in un punto strategico che quasi sempre vuole indicare una svolta significativa nel corso della storia. In pratica, per riassumere la funzione che desidera ricoprire il manga, si potrebbe definire in modo simpatico con il concetto di ‘serie televisiva a portata di pagina’.

Lo Studio Ghibli è l’incarnazione esemplare della promozione della cultura dei manga tramite la creazione di un prodotto cinematografico inerente di rilevanza eccellente per la qualità delle grafiche e la profondità della morale trasmessa, e cioè, i film ‘anime’.

Questo fenomeno ha comportato la decisione astuta di radunare e organizzare il materiale e le figure professionali necessarie per trasformare un’opera letteraria manga in un capolavoro da proiettare sui grandi schermi, o viceversa; circostanze plausibili specialmente per quanto concerne tutte quelle opere che hanno riscosso tassi elevati di successo anche a livello internazionale.

Un altro supporto a una maggiore diffusione del consumo di manga sono i ‘manga café’, dove ci si reca per sorseggiare una bevanda dolce, che può essere un semplice cappuccino o qualcosa di più ‘fancy’, e assaggiare un dessert al cucchiaio nonché per esplorare l’assortimento di novità manga che le case editrici giapponesi hanno pubblicato negli ultimi mesi.

Se si ha fortuna, si possono trovare e recuperare le letture di alcuni numeri arretrati di una serie manga per cui si riserva un’affezione particolare; questo è il motivo principale che spinge tanti appassionati a scegliere tra i più famosi e forniti situati nella capitale Tokyo, come Manga Café Geragera Asakusa, Manga & Coffee o  Hailey5Cafe, nel quartiere di Shibuya. In realtà, il manga si considera essere un potente strumento di connessione umana che ha generato la nascita dei sakuru, ovvero circoli ricreativi studenteschi dedicati allo stesso e altri privati, a causa della sua natura diversificata che sa soddisfare i gusti e le aspettative di tutte le persone senza dare troppa importanza all’età.

Un punto a favore dei manga è sicuramente il fatto che aiutino a stabilire e consolidare una comunicazione offline persistente, proprio perché sarebbe abbastanza complicato condurre uno scambio di opinioni concreto o intere discussioni su un numero specifico tramite una chat di WhatsApp.

Un punto a sfavore è la difficoltà riscontrabile nel concordare un calendario di appuntamenti stile ‘book club’ con tutti i partecipanti, a meno che non si tratti di un club universitario in cui si decide in modo libero e spontaneo di prendere parte in base a interesse e disponibilità effettiva.

Di solito, avendo ottenuto una grande fama, i club di questo tipo sono abbastanza affollati e non è sempre possibile iscriversi se si aspetta svariato tempo prima di esprimere la propria scelta tra tutti i club a disposizione degli studenti.

Spostando l’attenzione verso la Corea del Sud, si incontra il ‘manhwa’ che proviene dalle influenze giapponesi durante l’occupazione della Corea (1910-1945), quindi condivide con il manga sia radici antiche sia la traduzione in molteplici lingue che si è espansa ancora di più nella contemporaneità. I manhwa risultano meno reperibili rispetto ai manga nelle librerie italiane, poiché l’afflusso di lettori e lettrici non è esteso al massimo ma si riduce a una porzione demografica minima della popolazione; si parla soltanto di una percentuale molto modesta di Gen Z nel nostro Paese.

A rafforzare la veridicità di quanto scritto, quasi tutti i fan dei manhwa sembrano tendere a leggerli su piattaforme online, app sul telefono, o siti web che promettono download gratuiti illegali di interi numeri di alcune serie manhwa per cui normalmente occorre pagare un abbonamento per proseguirne la lettura su app specifiche, o non si trovano altrove per la loro rarità essendo nuove uscite. Le tipologie di manhwa esistenti si possono elencare in sette macro-categorie che sono le seguenti:

 

       Sunjeong manhwa, l’equivalente dello shojo manga romantico che narra di storie d’amore tra adolescenti che frequentano le scuole medie, superiori oppure il college;

       Myeongrang manhwa (명랑만화), manhwa per bambini che coinvolgono humor genuino e tematiche avventurose;

       Hakseup manhwa (학습만화), un genere di manhwa con contenuti a scopo educativo;

       Gli indie manhwa creati non dalle case editrici di un certo spessore, bensì da artisti, grafici, e altre figure professionali relative a questo mondo che lavorano nel privato;

       I webtoons coreani che vengono postati regolarmente su Internet e su piattaforme di lettura come Naver, Kakao Webtoons, Tapas e tanti altri;

       I manhwa a sfondo politico e sociale;

       I manhwa ispirati a cartoni animati, conosciuti come ‘Hanguk manhwa aenimeisyeon’.   (05-2026).

 

Elena Maria Colizzi

 


 

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