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MANHWA O MANGA? TRA GIAPPONE E
COREA DEL SUD
di Elena Maria Colizzi
Il manga è una forma d’arte giapponese su carta che si
presenta sotto forma di un fumetto, ma ciascuno contenente stili di
disegno, generi, e personaggi molto variegati nella loro autenticità.
Infatti, essi possono spaziare da una storia d’amore collegiale e in
questo caso sono conosciuti come ‘shojo’, alle lotte clandestine tra
personaggi schierati in gruppi nemici se si tratta di uno ‘shonen’ con
forte dinamismo e azione, mentre tra il pubblico maschile adulto si
prediligono i ‘seinen’ e tra il pubblico femminile adulto, invece, i ‘josei’;
entrambi questi ultimi si differenziano dai precedenti in termini del
livello di complessità degli argomenti narrati e rappresentati sul piano
grafico dai mangaka.
Infine, c’è una tipologia di manga appositamente
destinata all’età infantile che acquisisce il nome di ‘kodomo’, che
significa ‘bambini’ tradotto dal giapponese. L’aumento del numero di
lettori di manga è costante, soprattutto dopo essere entrati attivamente
a fare parte delle librerie in franchising sparse in tutta Italia, dal
Nord al Sud; sono stati dedicati degli scaffali che offrono un mix dei
generi citati e che permettono di avere un accesso più immediato a una
scelta più o meno vasta.
La comodità di leggere un manga consiste nel gustarsi la
sua estrema tascabilità, che consente di portarne più di uno ovunque per
le dimensioni ridotte e per la quantità innumerevole disponibile da
scaricare gratis online su un apposito e-reader.
Si preferiscono spesso ai libri ordinari, in quanto sono
piuttosto brevi da leggere, rapidi da memorizzare in attesa dell’uscita
del nuovo numero (qualora fosse una pubblicazione recente), e sono in
grado di stimolare la curiosità in un ciclo continuo di scoperte
avvincenti, ‘suspense’ o scene lasciate in ‘stand-by’ in un punto
strategico che quasi sempre vuole indicare una svolta significativa nel
corso della storia. In pratica, per riassumere la funzione che desidera
ricoprire il manga, si potrebbe definire in modo simpatico con il
concetto di ‘serie televisiva a portata di pagina’.
Lo Studio Ghibli è l’incarnazione esemplare della
promozione della cultura dei manga tramite la creazione di un prodotto
cinematografico inerente di rilevanza eccellente per la qualità delle
grafiche e la profondità della morale trasmessa, e cioè, i film ‘anime’.
Questo fenomeno ha comportato la decisione astuta di
radunare e organizzare il materiale e le figure professionali necessarie
per trasformare un’opera letteraria manga in un capolavoro da proiettare
sui grandi schermi, o viceversa; circostanze plausibili specialmente per
quanto concerne tutte quelle opere che hanno riscosso tassi elevati di
successo anche a livello internazionale.
Un altro supporto a una maggiore diffusione del consumo
di manga sono i ‘manga café’, dove ci si reca per sorseggiare una
bevanda dolce, che può essere un semplice cappuccino o qualcosa di più ‘fancy’,
e assaggiare un dessert al cucchiaio nonché per esplorare l’assortimento
di novità manga che le case editrici giapponesi hanno pubblicato negli
ultimi mesi.
Se si ha fortuna, si possono trovare e recuperare le
letture di alcuni numeri arretrati di una serie manga per cui si riserva
un’affezione particolare; questo è il motivo principale che spinge tanti
appassionati a scegliere tra i più famosi e forniti situati nella
capitale Tokyo, come Manga Café Geragera Asakusa, Manga & Coffee o
Hailey5Cafe, nel quartiere di Shibuya. In realtà, il manga si considera
essere un potente strumento di connessione umana che ha generato la
nascita dei sakuru, ovvero circoli ricreativi studenteschi
dedicati allo stesso e altri privati, a causa della sua natura
diversificata che sa soddisfare i gusti e le aspettative di tutte le
persone senza dare troppa importanza all’età.
Un punto a favore dei manga è sicuramente il fatto che
aiutino a stabilire e consolidare una comunicazione offline persistente,
proprio perché sarebbe abbastanza complicato condurre uno scambio di
opinioni concreto o intere discussioni su un numero specifico tramite
una chat di WhatsApp.
Un punto a sfavore è la difficoltà riscontrabile nel
concordare un calendario di appuntamenti stile ‘book club’ con tutti i
partecipanti, a meno che non si tratti di un club universitario in cui
si decide in modo libero e spontaneo di prendere parte in base a
interesse e disponibilità effettiva.
Di solito, avendo ottenuto una grande fama, i club di
questo tipo sono abbastanza affollati e non è sempre possibile
iscriversi se si aspetta svariato tempo prima di esprimere la propria
scelta tra tutti i club a disposizione degli studenti.
Spostando l’attenzione verso la Corea del Sud, si
incontra il ‘manhwa’ che proviene dalle influenze giapponesi
durante l’occupazione della Corea (1910-1945), quindi condivide con il
manga sia radici antiche sia la traduzione in molteplici lingue che si è
espansa ancora di più nella contemporaneità. I manhwa risultano
meno reperibili rispetto ai manga nelle librerie italiane, poiché
l’afflusso di lettori e lettrici non è esteso al massimo ma si riduce a
una porzione demografica minima della popolazione; si parla soltanto di
una percentuale molto modesta di Gen Z nel nostro Paese.
A rafforzare la veridicità di quanto scritto, quasi tutti
i fan dei manhwa sembrano tendere a leggerli su piattaforme
online, app sul telefono, o siti web che promettono download gratuiti
illegali di interi numeri di alcune serie manhwa per cui
normalmente occorre pagare un abbonamento per proseguirne la lettura su
app specifiche, o non si trovano altrove per la loro rarità essendo
nuove uscite. Le tipologie di manhwa esistenti si possono elencare in
sette macro-categorie che sono le seguenti:
●
Sunjeong manhwa,
l’equivalente dello shojo manga romantico che narra di storie
d’amore tra adolescenti che frequentano le scuole medie, superiori
oppure il college;
●
Myeongrang manhwa
(명랑만화),
manhwa per bambini che coinvolgono humor genuino e tematiche
avventurose;
●
Hakseup manhwa
(학습만화),
un genere di manhwa con contenuti a scopo educativo;
●
Gli indie manhwa
creati non dalle case editrici di un certo spessore, bensì da artisti,
grafici, e altre figure professionali relative a questo mondo che
lavorano nel privato;
●
I webtoons coreani che vengono
postati regolarmente su Internet e su piattaforme di lettura come Naver,
Kakao Webtoons, Tapas e tanti altri;
●
I manhwa a sfondo
politico e sociale;
●
I manhwa ispirati a cartoni animati,
conosciuti come ‘Hanguk manhwa
aenimeisyeon’. (05-2026).
Elena Maria Colizzi
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