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di Silvia Busacca
SICILIA:SANITA’ IN
CRISI
Sanita’ siciliana devastata in pochi anni da una voragine di
debiti,peggiorando i servizi offerti ai cittadini. Conseguenza aumento
di tasse, medicinali e peggioramento nella qualita’ del servizio offerto
ai cittadini. L’ esempio eclatante e’ dato dalla chiusura definitiva del
pronto soccorso di Ragusa Ibla, e dalla Maternita’ a Comiso.
In aiuto dei problemi locali e provinciali del territorio Ibleo,
sopraggiunge la riforma dell’Azienda sanitaria provinciale, che si
prefigge l’obiettivo di riorganizzare in tempo la struttura sanitaria,
eliminando i deficit accumulati in questi anni. Sara’ rivalutata la
figura del medico di famiglia,che all’interno dei punti territoriali di
assistenza, garantira’ prestazioni di base oltre a quelle
specialistiche, strumentali e domiciliari. Queste strutture aperte
ventiquattro ore su ventiquattro, si dovranno occupare del cittadino
dalla fase di accoglienza all’assistenza,dal ricovero al rientro in
famiglia. Il servizio di emergenza 118, sara’ affidato a una fondazione
e dentro le ambulanze, insieme all’ equipaggio viaggera’ un medico di
bordo. Inoltre sono previsti due distretti ospedalieri uno con i due
ospedali di Ragusa e l’altro con gli ospedali di
Vittoria,Comiso,Modica,Scicli.
(S.B.)
COMISO: FESTA DELLA
PACE
Una festa dalle radici antichissime. Una festa intrecciata da tradizioni
popolari,e religiose. La festa di Pasqua a Comiso coinvolge l’intera
citta’. L’inizio della Settimana Santa parte con la processione del
Venerdì Santo che si effettua,dalla basilica dell’Annunziata e di Santa
Maria delle Stelle,con la suggestiva “svelata dei simulacri”, durante la
Veglia pasquale, nella basilica dell’Annunziata. Pasqua a Comiso e’ una
festa di gioia che trascina anche chi e ‘ meno vicino alla vita della
comunita’.
Si parte da due simulacri che escono dalla chiesa accompagnati dal
clero delle due chiese (Annunziata e Chiesa Madre) e dopo un girovagare
per le vie della città, si incontravano nei pressi della chiesa di San
Biagio.Cristo saluta festosamente la Madonna col canto rituale del
Regina coeli laetare, finito il quale ,avvicinandosi e facendo pace col
divin Figlio suo, porgeva la corona all’angioletto, che le sedeva ai
piedi. Il quale a sua volta alzandosi,con un sublime
d’applausi,incoronava dolcemente la S.Vergine,mentre le faceva scivolare
dalle spalle la gramaglia, che copriva un magnifico manto di broccato.
Col tempo qualcosa e’ cambiato ,ma l’essenza della festa e’ rimasta
invariata.
Oggi i due simulacri escono insieme dalla basilica dell’ Annunziata, con
la Madonna che precede sempre il simulacro del Figlio, che inizia la
lunghissima processione per le vie cittadine.
Una processione che dura 12 ore, scandita dall’antichissimo Rito della
“paci”,che si ripete per quattordici volte durante il giorno. I due
simulacri vengono posti l’uno di fronte all’altro.
Su di essi trovano posto due bambini, le cosiddette voci bianche,
vestiti da “angeli”. Il simulacro della Vergine viene alzato in alto e
il bambino inizia il canto del “Regina Coeli”, saluto
della Madre al Figlio che vede risorto per la prima volta. Risponde, con
il medesimo canto,il bambino che si trova sul simulacro di Gesu’
Risorto. Subito dopo, i due simulacri vengono lanciati l’uno con
l’altro, per tre volte, mentre la banda musicale esegue il
caratteristico “inno pasquale” e infine vengono alzati ancora una volta
al cielo .
Silvia Busacca |