BOOM DI AUTO
ELETTRICHE VENDUTE NEL MONDO NEL 2010: E' un vero e
proprio boom quello delle auto elettriche nel mondo: secondo un
rapporto stilato dal centro studi britannico J.D. Power quest'anno si
sfiorerà il milione di esemplari venduti, ed entro il 2015 si
arriverà a tre milioni di auto verdi comprate in tutto il
pianeta. I numeri forniti dalla compagnia parlano di una previsione di
940mila auto elettriche vendute nel 2010, con un balzo in avanti
rispetto alle 732mila dello scorso anno. A fare la parte del leone sono
le automobili ibride, il 98% del mercato, anche perché non
necessitano di stop per essere ricaricate. Questo tipo di modelli
continuerà a piacere molto agli Usa, che nel 2015 dovrebbero assorbire
il 55% del mercato, ma anche all'Asia, con il solo Giappone che dovrebbe
arrivare in 5 anni a un quarto del mercato. Per quanto riguarda le
auto totalmente elettriche, per quest'anno se ne dovrebbero vendere
appena 23mila nel mondo, ma il rapporto prevede un'espansione fino a
500mila fra 5 anni.
Jaguar e Land
RovER PRESTO prodotte in CINA: Lo ha rivelato
Carl-Peter Forster, direttore generale della JLR che nel corso
di una conferenza stampa ha anche dichiarato il suo interesse
nell’espandere le vendite dei due marchi di lusso nei Paesi emergenti.
Questo nuovo traguardo spingerà il colosso indiano Tata, che da
poco ha acquisito Jaguar e Land Rover, alla chiusura di due
fabbriche inglesi del gruppo e a una serie di attività che porteranno,
nel giro di due anni, al consolidarsi delle prime partnership locali e
all’apertura di nuovi stabilimenti più grandi.
L’espansione verso il Sol Levante non è uno sdoganamento del prodotto
britannico: tutte le attività principali avranno sempre sede nel Regno
Unito, nonostante l’intenzione di spostare tutta la produzione in
Cina. Del resto, la Cina ha scavalcato gli Stati Uniti nella
classifica di automobili più vendute. Ma non è solo la Cina che avanza,
tutta l’Asia dell’auto è in gran rispolvero: in Giappone, ad
esempio, la Subaru ha aumentato le vendite del 14% e la Suzuki ha chiuso
il 2009 con +19%, alla faccia della crisi economica! Inoltre, sta
circolando voce che la rampante indiana Tata nel 2011 dovrebbe arrivare
sul mercato europeo con la sua vettura economica Nano, prima di
sbarcare alla conquista degli Stati Uniti. L’America sarà pronta a
subire l’influsso del grande sorpasso Made in China?
(Giu. 2010)
PNEUMATICI
ON-LINE SENZA "SORPRESE": È ormai convinzione
piuttosto diffusa che sia conveniente, da un punto di vista economico,
acquistare pneumatici su Internet. Ma poi subentrano i soliti
interrogativi: come e dove monto le gomme? Mi posso fidare
dell’officina? Inoltre, alcuni consumatori sono ancora restii ad
acquistare questo tipo di prodotti sul web: infatti molti pensano che
gli pneumatici vengano consegnati solo al proprio indirizzo e si
presenti quindi il problema di trovare un gommista, comodo, veloce da
raggiungere e onesto nei prezzi, che provveda a montaggio ed
equilibratura. La paura maggiore è che, avendo comprato le gomme
altrove, l’officina applichi dei prezzi più alti rispetto a quelli
applicati nel caso in cui le coperture siano stati comprati presso
l’officina stessa.
La soluzione viene da Delticom, leader
europeo nell’e-commerce di pneumatici per auto e
moto, presente in Italia con il negozio online
www.gommadiretto.it e che vanta ormai
oltre 3 milioni di clienti in tutto il mondo. Dopo
aver effettuato l’ordine, l’utente può infatti
scegliere di far spedire le gomme, gratuitamente,
presso il proprio gommista di fiducia (con cui si
sarà messo d’accordo preventivamente) oppure presso
una delle 2.300 officine convenzionate
presenti su tutto i territorio nazionale. Attraverso
un comodo motore di ricerca il cliente, inserendo
semplicemente il proprio codice postale, può trovare
tutte le officine convenzionate Delticom più vicine
alla propria abitazione o posto di lavoro e
scegliere quella più comoda. Ma, cosa ancora più
interessante, può vedere in fase d’ordine il
prezzo che verrà applicato dall’officina stessa
per il montaggio degli pneumatici (in media tra 8 €
e 12 € a pneumatico, compresa equilibratura e
smaltimento delle vecchie gomme) e quindi evitare
spiacevoli sorprese. Sarà poi l’officina stessa
ad avvertire l’acquirente dell’arrivo degli
pneumatici e quindi concordare un appuntamento per
il cambio gomme. E per tutelare ulteriormente i
propri clienti, Delticom ha attivato un sistema
di valutazione online per cui è possibile vedere
il giudizio alle officine espresso dai consumatori
stessi.
LE AUTO PIU' VECCHIOTTE CIRCOLANO AL SUD:
Tra tutte le regioni Italiane è l'Emilia Romagna
quella dove circolano più auto nuove, mentre i 'macinini
vecchi' sono soprattutto in Basilicata. Il Molise è
particolarmente propenso ad acquistare auto Italiane'. Sono i dati che
emergono da una ricerca Europ Assistance-Swg che prende in
considerazione "l'indice di vetustà" delle auto italiane e "l'indice di
propensione all'auto italiana nelle varie regioni del nostro Paese.
Nella
classifica del parco circolante più aggiornato,
fatta salva una media italiana a 100 punti, l'Emilia
Romagna è appunto in testa, con 117 punti, seguita
da Lazio (112) e Umbria (108). La Basilicata,
invece, è ultima con 69 punti; ma sono anche
'bocciate' Calabria (89), Campania (87) e Puglia
(82) dove, peraltro, l'auto vecchia significa
anche maggiore inquinamento. Sardegna e Trentino
Alto Adige - sottolinea la ricerca - seppure
geograficamente e culturalmente territori molto
lontani - si trovano, in questa particolare
classifica, abbastanza vicine. La prima leggermente
sopra la media italiana (102 punti), la seconda poco
sotto (97). La ricerca evidenzia anche la
"propensione all'acquisto o al desiderio di un'auto
made in Italy". In questo campo, il Molise primeggia
con 135 punti, seguito da Basilicata e
Piemonte-Valle d'Aosta. Friuli Venezia Giulia e
Lombardia, in coda, sono invece le regioni più
'esterofile'. In campo 'neutro', a metà classifica,
troviamo umbri, marchigiani e gli abitanti del
Trentino Alto Adige.
49° EDIZIONE SALONE NAUTICO DI GENOVA:
Sono 1.450 gli espositori presenti alla 49/ma edizione del Salone
nautico internazionale di Genova. Il 37% di questi sono internazionali.
Le barche esposte, dal piu' piccolo natante ai superyacht, sono 2.400:
oltre la metà (55,6%) sono imbarcazioni fino a 10 metri, il 37,5% da 10
a 24 metri; 76 invece sono le navi da diporto (sopra i 24 metri), 31
quelle sopra i 30 metri.
Le barche a vela sono 160, le imbarcazioni pneumatiche sono 500.
Gli espositori del Tech Trade, il settore dedicato ai componenti e
all'accessoristica, nel padiglione C, sono 600.
Con quattro padiglioni, due grandi marine e grandi spazi all'aperto,
il Salone nautico internazionale supera i trecentomila metri quadrati di
superficie e mette in esposizione 550 barche in acqua grazie ai
110 mila metri quadrati di specchio acqueo e nove chilometri di percorsi
sul mare.
Orari di apertura dalle 10 alle 18.30.
Costo del biglietto 15 euro (12 il ridotto).
SMS AL VOLANTE
PIU' PERICOLOSO DI UNO SPINELLO:
Utilizzare gli SMS mentre si è al volante é più
pericoloso che guidare dopo aver fumato uno spinello o aver bevuto
troppo. Il dato viene fuori da uno studio pubblicato dall'autorevole
Ward's Auto, secondo cui il tempo di reazione di chi guida aumenta
addirittura del 35% quando si sta inviando un Sms, peggio dell'effetto
che comporta l'abuso di alcool (+12%) e perfino peggio di ciò che
provoca l'uso di Cannabis (+24%).
Problemi simili, secondo gli esperti americani che si occupano della
sicurezza nella circolazione, quando si cerca sul menù di un lettore
come l'iPod o quando si usano altri dispositivi elettronici al
volante, quali i sistemi multimediali 'on board' o i navigatori
satellitari. A riprova di ciò è visibile su YouTube un 'video-choc',
realizzato in Inghilterra dalla Polizia per essere diffuso nelle scuole
che evidenzia, inequivocabilmente, la leggerezza con cui si utilizza il
cellulare mentre si guida un'auto e la spietata concretezza dei rischi,
spesso mortali, che ne derivano. La situazione è così grave che il
Dipartimento dei Trasporti Usa ha deciso di riunirsi in settembre in
seduta straordinaria con le Case automobilistiche e altri soggetti
istituzionali. L'opinione pubblica americana è infatti ancora sotto
shock dopo alcuni gravissimi incidenti verificatisi negli ultimi
mesi negli Stati Uniti ed è preoccupata per le accuse rivolte dal Center
for Auto Safety (Cas) circa una presunta negligenza da parte della
National Highway Traffic Safety Administration che, secondo la CAS,
avrebbe taciuto sulla reale consistenza del rischio derivante dalla
presenza nelle auto di complessi sistemi multimediali. Un dato, su
tutti, mette in guardia sulla pericolosità dell'uso dei telefonini in
auto: secondo uno studio del Virginia Tech Transportation Institute
realizzato negli Usa con riprese tv a bordo di veicoli da trasporto, per
un totale di 6 milioni di miglia percorse, la scrittura dei
messaggini sul cellulare moltiplica per 23 il rischio di avere un
incidente, mentre il solo utilizzo in voce del telefonino comporta
un fattore di rischio pari a 6.
BOLLINO
BLU: Il Bollino blu testimonia l’avvenuto
controllo delle sostanze inquinanti contenute nei
gas di scarico della propria auto (o moto).
In
generale, il primo bollino blu deve essere
rilasciato insieme alla prima revisione del veicolo,
che avviene dopo 4 anni dall’immatricolazione e,
successivamente, il controllo dei gas deve essere
effettuato annualmente o, se previsto dall’età del
veicolo, semestralmente.
Al
controllo devono essere sottoposti tutti i veicoli
alimentati a benzina, gasolio o gas presso gli
uffici periferici del Dipartimento dei Trasporti
Terrestri (ovvero l’ex Motorizzazione Civile), nelle
officine autorizzate o nelle imprese consortili che
espongono l’apposito logo.
Attenzione, però, perché non tutti i comuni
Italiani hanno
adottato la direttiva dell’allora ministero dei
lavori pubblici emessa il 7 luglio del 1998: per
sapere qual è la normativa vigente nel proprio
comune è quindi necessario richiedere informazioni
presso le amministrazioni locali. A Firenze ad
esempio non è più vietata la circolazione ai veicoli
privi del contrassegno; dal 2007 la provincia di
Milano ha abolito l’obbligo del bollino sul
parabrezza, mantenendo però quello
dell’effettuazione dei controlli e della
conservazione a bordo del relativo certificato.
A Roma e Napoli, invece, il bollino blu è
addirittura obbligatorio anche per i ciclomotori,
mentre a Bari la normativa non è mai stata
applicata.
TOYOTA: BRAND
VINCENTE: Con un valore di marca pari a oltre 29,9
miliardi di dollari Toyota si conferma regina della
classifica BRANDZ™ TOP 100 nella classe automotive.
Milano, 22 giugno 2009 – Sono ben sei i brand del settore
automotive presenti nella quarta edizione della BRANDZ™ Top 100 Powerful
Brands, la classifica annuale che misura il valore economico dei
principali marchi mondiali realizzata da Millward Brown Optimor, la
società del gruppo WPP specializzata in finanza e ROI, in collaborazione
con il Financial Times.
Toyota si riconferma regina del ranking del settore grazie a un
valore di marca di circa 29,9 miliardi di dollari (14° posto nella
classifica generale): un risultato positivo anche se il brand della casa
giapponese ha perso il 15% del suo valore rispetto all’anno precedente.
Come lo scorso anno seguono BMW (18° posto), Porsche (35° posto),
Mercedes (40° posto), Honda (50° posto) e Nissan (67° posto).
Il valore dei singoli brand è generalmente in calo rispetto a quelli
all’anno precedente a causa della delicata congiuntura economica
che ha influito sull’Automotive in misura maggiore rispetto ad
altri settori
SICUREZZA STRADALE E
PEDONI: Auto che sfrecciano ad alta
velocità in città, parcheggio selvaggio sui
marciapiedi e sulle strisce pedonali, automobilisti
distratti e scortesi. La vita del pedone diventa
ogni giorno più difficile. Se si pensa che il 50%
degli intervistati dichiara di camminare a piedi dai
15 ai 45 minuti al giorno, il problema assume
dimensioni ancora più vaste. A confermare la gravità
del problema i dati diffusi dalla Polizia di Stato,
secondo cui nei
primi quattro mesi del 2008 su 419 incidenti
stradali mortali ben 47 hanno coinvolto dei pedoni.
Secondo i risultati di un’indagine commissionata
all’istituto di ricerca Nextplora e resi noti dal
Centro Studi e Documentazione Direct Line,
gli italiani si
sentono poco sicuri a camminare per le strade della
propria città. Solo il 15% degli
intervistati dichiara infatti di sentirsi “molto
sicuro” mentre il 38% ammette di “non sentirsi
sicuro”.
Inoltre pare che gli automobilisti, quando sono alla
guida, dimentichino di essere anche dei pedoni e
oltre che distratti e indisciplinati sono spesso
anche scortesi. Il 59% degli intervistati dichiara
di essere poco tollerante nei confronti degli
automobilisti che passano in velocità nelle
pozzanghere noncuranti dei pedoni, il 56% è invece
infastidito dagli automobilisti che occupano il
passaggio per i disabili, da quelli che parcheggiano
sui marciapiedi (52%) e in doppia o tripla fila
(53%).
Quali sono i pericoli che preoccupano ogni giorno
i pedoni? Il 70% degli intervistati ritiene che
un grande pericolo sia rappresentato dall’elevata
velocità di guida in città, il 68% considera invece
pericolosi gli automobilisti che passano con il
semaforo rosso, il 59% ritiene che un altro rischio
sia rappresentato da una guida distratta e dall’uso
del cellulare alla guida, infine il 52% considera
pericolosi gli automobilisti che non rispettano i
pedoni negandogli la precedenza e non fermandosi in
prossimità delle strisce pedonali. Non sono solo le
auto a mettere a rischio la vita dei pedoni. Dalla
ricerca emerge infatti che un altro pericolo per i
pedoni è costituito dalle condizioni disastrate
delle strade cittadine e dalla mancanza di
controlli e di una corretta segnaletica stradale. Il
54% degli intervistati giudica pessime le condizioni
delle strade italiane, il 49% considera un pericolo
i marciapiedi occupati, il 44% ritiene che ci siano
scarsi controlli da parte dei vigili urbani e infine
il 34% considera pericolose le strisce pedonali
invisibili a causa della mancanza di una corretta
illuminazione e segnaletica
(lug.2009).
ASSICURAZIONI, NUOVI LIMITI AI MASSIMALI:
Una
delle voci più importanti del contratto assicurativo è
sicuramente il massimale, ossia la la somma massima che
la compagnia risarcisce al terzo danneggiato in caso di
incidente. E’ l’assicurato a scegliere l’entità del
proprio massimale: si può arrivare anche a 25 milioni di
euro, o addirittura sceglierlo illimitato, ovviamente a
fronte di un premio più elevato.
La legge impone, però, un importo minimo, che
attualmente
non può essere inferiore a 774.685,35 euro per ogni sinistro. Tale
somma risulta ormai inadeguata, soprattutto in caso di
incidenti in cui si provochino lesioni alle persone.
Quando la somma garantita non è infatti sufficiente per
liquidare i danni provocati, una parte del risarcimento
resta a carico dell’assicurato responsabile del
sinistro, che però potrebbe non riuscire a coprire i
danni, lasciando insoluto il risarcimento alle vittime.
E’ per questo che dall’11 dicembre del 2009
diventeranno obbligatori massimali pari ad almeno 2.5
milioni di euro per sinistro con danni alle
persone, indipendentemente dal numero delle vittime.
Meglio iniziare ad adeguare i contratti! Entro il
giugno del 2012, infine, il massimale
minimo stipulabile per legge sarà portato a 5 milioni.
Attenzione: in caso di sinistro, i danni all’assicurato
stesso vengono risarciti solo se è stata sottoscritta
anche la
garanzia infortuni del conducente.
AGLI ITALIANI PIACE CORRERE. TROPPE MULTE:
Crescono le multe staccate agli automobilisti italiani per eccesso di
velocità. Alla fine del 2008 sono state poco meno di 1,1 milioni, il
2,1% in più rispetto all'anno precedente, un terzo del totale delle
contravvenzioni rilevate da Polizia Stradale e Carabinieri.
A favore di chi guida vi è l'obbligo per le forze dell'ordine di
segnalare la presenza di controlli (grazie al Dl 117/07, conosciuto
anche come decreto Bianchi). Contro vi sono però le disattenzioni, ma
soprattutto la tecnologia. Non ultima quella del Tutor, che non
solo calcola la velocità media di percorrenza dei veicoli sui alcuni
tratti stradali, ma trova automaticamente nomi e indirizzi dei
proprietari colti in fallo, consentendo così di sbrigare più velocemente
le pratiche.
Secondo la Polizia Stradale, il 71,9% degli automobilisti pizzicati a
calcare il piede sull'acceleratore ha infatti superato il limite
sforandolo tra gli 11 e i 40 chilometri all'ora. Solo l'11,5% ha
superato il limite di oltre 40 chilometri orari. Negli anni precedenti
il loro numero si aggirava invece tra il 14% e il 15%. I rincari della
benzina e l'inasprimento delle sanzioni hanno avuto un ruolo importante
nell' "aver ridotto la fretta" di molti.
Ma c'è un modo per debellare questo vizio? Certamente. Basta prendere
esempio dalla Gran Bretagna, dove una Commissione Parlamentare ha
proposto l’installazione di limitatori di velocità sulle auto. A
sorpresa, la Commission for Integrated Transport, in accordo con il
Motorists’ Forum, ha dichiarato che la proposta potrebbe essere non solo
un modo per salvare vite umana, ma anche per ridurre emissioni nocive.
COME SI ROTTAMA UN'AUTO:
Volete rottamare la vostra auto ma non sapete come fare?
Fate attenzione, perché il veicolo fuori uso viene
considerato un "rifiuto pericoloso", per questo è
importante seguire precise indicazioni che vi consentano
di ottenere il certificato di rottamazione e la
cancellazione dal Pra.
Per demolire l'auto esistono solo due possibilità:
- 1. consegnarla a un centro di trattamento;
- 2. consegnarla al concessionario, nel caso
vogliate acquistarne un’altra.
Nel primo caso, non dovrete far altro che portare la
vostra vecchia auto al cosiddetto "sfasciacarrozze" o a
un impianto di demolizione, dove verranno eseguite tutte
le operazioni per la messa in sicurezza e il
disfacimento del mezzo. Se desiderate invece sostituire
la vostra auto con una nuova, potete scegliere di
consegnare il veicolo o al centro di trattamento oppure
direttamente al concessionario o al gestore della
succursale della casa costruttrice o dell'automercato.
Nel momento in cui la consegna del mezzo diventa
effettiva, al proprietario viene rilasciato il
certificato di rottamazione, grazie al quale viene
sollevato da ogni conseguenza civile, penale e
amministrativa relativa alla gestione del veicolo. Il
certificato contiene inoltre l'impegno del titolare del
centro di raccolta o del concessionario a provvedere,
senza alcun costo aggiuntivo, alla cancellazione dal
Pra, che deve avvenire entro 30 giorni dalla
consegna del veicolo e dall'emissione del certificato.
Il singolo cittadino, infatti, non può provvedere
autonomamente alla cancellazione della propria auto dal
registro.
ECCO IL PARABREZZA A RAGGI INFRAROSSI:
Guidare avvolti dalla nebbia non farà più paura. General
Motors ha infatti annunciato di star lavorando a un parabrezza in
grado di far risaltare gli oggetti poco visibili.
A permettere tutto ciò sarà il funzionamento integrato di tre
tecnologie: un computer, un dispositivo a infrarossi e un laser. In
caso di nebbia, il sistema è in grado di tracciare con precisione la
traiettoria della carreggiata e di evidenziare la preselezione.
Questa innovazione stimola la fantasia; essa evidenza un ristretto
numero di forme (prima tra tutte quelle umane). Alcuni l'hanno
paragonata ai dispositivi montati a bordo degli F-16 o, con
ancora più immaginazione, al sistema di visione montato sui cyborg
del film "Terminator".
General Motors sta sviluppando questa soluzione prendendo come punto di
riferimento i guidatori meno giovani, i cui occhi risentono dei tipici
problemi dell'invecchiamento.
Un aspetto non secondario se si tiene conto del progressivo
invecchiamento della popolazione delle società occidentali. General
Motors non èl'unica azienda a fare dell'innovazione il suo cavallo di
battaglia. Chrysler ha infatti annunciato che dal 2009, alcuni
modelli venduti negli USA avranno, tra gli optional, la connessione
Internet
Nuovi
combustibili, mi fa il pieno di acqua?:
La soluzione contro l'inquinamento?
E' limpida, come
l'acqua. Proprio questo semplice e prezioso (per la nostra
esistenza) elemento potrebbe essere il combustibile del futuro.
Ad aprire la strada sono stati C.H. Brown
(che a questa soluzione lavora dagli anni Quaranta) e
Steven Meyer.
Le domande di brevetto in attesa di responso sono comunque
molte. Mentre, gli scienziati stanno discutendo sulla serietà
della soluzione, negli Stati Uniti sono già in vendita i
primi kit per convertire la
propria auto, a benzina o gasolio, in ibrido. Il costo? Tra i
50 e i 70 dollari. Ma come
funziona questo rivoluzionario sistema? Il principio è
conosciuto da tempo: si tratta dell'elettrolisi.
Grazie a questo processo si ricava HHO,
un gas simile all'idrogeno che, a differenza di quest'ultimo,
non esplode, ma implode.
Per cui, una volta che il gas entra nei cilindri e viene
incendiato dalla candela, è il vuoto prodotto dalla combustione
a generare il movimento del pistone. Rispetto a quella
dell’idrogeno, la reazione dell'HHO e' piu' facile da
controllare.
Ciò rende questo combustibile conveniente
(un litro d’acqua basta per produrre grandi quantità di gas) e
più sicuro. In attesa di
futuri sviluppi, il mercato dell'auto fa i conti con la crisi.
In Europa, infatti, e' stato registrato un calo delle
immatricolazione del 9,5% (del 18,8% in Italia)
rispetto allo stesso mese dell'anno scorso
LA
Tecnologia
FA DISTRARRE in auto:
Ci sono moltissimi modi per distrarsi al volante e causare un
incidente. A rischio non sono solo gli automobilisti indisciplinati,
ma tutti
i guidatori.
Recenti studi hanno infatti stabilito che
apparecchi tecnologici, comandi dell'auto e fumo
sono le principali
fonti di distrazione per gli automobilisti.
Sotto accusa sono soprattutto i navigatori satellitari che
distolgono troppo a lungo
lo sguardo
dalla strada, provocando incidenti
facilmente evitabili.
E' persino capitato che alcune auto siano finite
in un cantiere in Germania
e in un canale in Inghilterra perchè, pur
essendo ben visibili e segnalati dai cartelli
stradali, i siti non erano
presenti sulle mappe elettroniche.
Altra causa di distrazione è il tabacco: l'accensione e lo
spegnimento della
sigaretta richiedono entrambe le mani e distolgono
dalla guida per circa 14 secondi,
tempo nel quale si percorrono circa
200 metri alla velocità di 50 km/h.
E per evitare inconvenienti, ci sono
Paesi come Francia, Spagna, Irlanda e Germania
che stanno pensando di
bandire il fumo in auto.
Non è tutto: osservare i cartelli pubblicitari a bordo strada,
cambiare le stazioni della radio, chiacchierare, recuperare oggetti
nell'abitacolo, azionare il climatizzatore, bere e parlare al cellulare,
pur utilizzando l'auricolare,
sono tutte azioni che incidono
pericolosamente sulla guida.
Persino starnutire compromette la sicurezza sulle strade: è stato
calcolato che,
viaggiando a 100 km/h, comporta una guida cieca per 30
metri, potenzialmente dannosa.
Le infrazioni
più frequenti degli italiani: Dai dati emerge che ci piace
superare
i limiti di velocità, guidare senza allacciare le cinture di
sicurezza e passare con il
semaforo rosso. Peccato che, con queste
violazioni del codice della strada, abbiano perso oltre 18 milioni di
punti dall’entrata in vigore della patente a punti nel luglio 2003.
La "classifica" delle infrazioni più frequenti dal 2003 al dicembre
2007 può essere
così completata:
-
mancato rispetto dello stop;
-
utilizzo del cellulare senza auricolare;
-
sosta negli spazi riservati ai disabili;
-
circolazione fuori dai centri abitati
senza fari accesi.
Quasi a sorpresa, quest’ultima violazione fa registrare oltre 200 mila
multe.
Ma non è tutto: superare di oltre 40 km/h il limite di velocità è
costato ben 2 milioni
di punti, mentre sostare negli spazi riservati ad
autobus e tram, guidare senza occhiali
da vista per chi ne
ha l’obbligo
oppure senza casco ha portato alla notifica di oltre 1,2 milioni
di
multe.
Le infrazioni per guida in stato di ebbrezza sono state
oltre 81 mila, per un
totale di oltre 850 mila punti persi.
Introdotta per ridurre le violazioni del codice della strada e cercare
di risparmiare vite umane, la patente a punti non fa purtroppo più
paura a nessuno, complici anche tutti gli
stratagemmi trovati per
non perdere punti, dall’addebitare la colpa ad ignari nonnini fino
al
pagare
di più senza dichiarare chi era alla guida.
Il futuro delle auto? Sempre più verdi e low-cost:
Le auto del futuro
saranno sempre più
ecologiche ed
economiche:
sono questi i trend emersi dagli ultimi saloni delle auto. In
particolare, il Salone di Francoforte ha sancito il definitivo
orientamento delle maggiori case automobilistiche alla progettazione e
costruzione di
auto ecologiche,
destinate a un vasto pubblico.
E' stato, infatti, presentato il prototipo di un'auto in cui il motore
tradizionale viene utilizzato esclusivamente per alimentare le batterie
del motore
elettrico,
collegato all'asse delle ruote.
Un secondo prototipo ha ben quattro
motori elettrici, ognuno collegato a una singola ruota, tutti alimentati
da batterie ricaricabili e/o con un propulsore al
bioetanolo.
Tutte le case automobilistiche hanno, inoltre, in produzione o
progettazione almeno un’auto
ibrida.
L'altra tendenza dominante degli ultimi saloni è la produzione di auto
low-cost, destinate a un pubblico di massa. La maggior parte delle
componenti vengono "prese in prestito" dalle moto o dai veicoli a tre
ruote e sono realizzate in plastica. I vantaggi derivanti dalla
produzione di queste auto potranno essere applicati anche ad altre
produzioni.
SENZA
REVISIONE NON C’E’ ASSICURAZIONE:
C’è una data che andrebbe inserita in ogni
agenda, e monitorata periodicamente: quella della scadenza della
revisione della propria auto.
Il rischio, infatti, non è solo quello di incorrere in una multa fra
i 131 e i 524 euro circa (ma la sanzione raddoppia in caso di
recidiva e se si è fermati in autostrada) e nel ritiro della carta di
circolazione, restituita dopo il superamento della revisione presso
la Motorizzazione provinciale.
Quello che la maggior parte degli automobilisti ignora è che alle auto a
cui è scaduto il periodo di revisione decade anche la copertura
assicurativa. Ciò significa che, in caso di incidente, la
compagnia risarcisce gli eventuali danni a persone o a cose, ma poi
si rivale sull’assicurato,
che deve quindi provvedere al pagamento
di tasca propria.
Esiste comunque, per i più distratti, l’opportunità di tutelarsi per
ogni evenienza.
Con una piccola maggiorazione del premio e a discrezione delle singole
compagnie, si può selezionare la garanzia “Rinuncia alla rivalsa” per
avere una copertura valida in qualsiasi circostanza (ad eccezione
dell’omissione di soccorso).
Ecco quindi quali sono i principali controlli obbligatori:
- Dispositivi di frenata; sterzo; assi, ruote, pneumatici e
sospensioni.
- Visibilità; impianto elettrico.
- Telaio ed equipaggiamenti vari; identificazione veicolo.
- Emissioni dei gas di scarico;rumori.
PER
QUANTO TEMPO CONSERVARE LE RICEVUTE DI ASSICURAZIONE, BOLLO AUTO E
MULTE:
Qualche consiglio per gli automobilisti nei confronti del fisco.
le ricevute delle singole rate del
premio pagato all'assicurazione
(salvo clausole
specifiche nel contratto) vanno CONSERVATE PER UN
ANNO; solo se sono state utilizzate
ai fini fiscali per la
detrazione d'imposta o per la deduzione dal reddito complessivo,
le
quietanze vanno conservate per cinque anni (come per tutte
le
documentazioni relative alla dichiarazione dei redditi). Il BOLLO
AUTO
va conservato per TRE ANNI dalla scadenza
(anche se
l'auto è stata venduta).
La ricevuta del bollettino di pagamento delle MULTE STRADALI,
invece, va tenuta custodita per ALMENO CINQUE
ANNI.
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