|
MERCATO DELLA TERRA /
Il
Perito Assicurativo ed il T.U. di Pubblica Sicurezza
di Giuseppe
Capitanio
MERCATO DELLA TERRA
In
Toscana è già realtà
La
Toscana all’avanguardia nella promozione e costituzione dei Mercati
della Terra.
Il
Mercato della Terra vuole essere un punto di incontro tra
produttore-contadino e consumatore, e dar vita alla cosidetta “filiera
corta”, il cui scopo è quello di evitare i passaggi intermedi causa di
ingiustificato aumento dei prezzi e di speculazioni; inoltre i
consumatori potranno acquistare solo ed esclusivamente prodotti
stagionali e locali.
I
Mercati della Terra non sono un’esclusiva solo della Toscana in quanto
sono presenti anche in Liguria a Cairo Montenotte, in Friuli a San
Daniele, in Emilia Romagna a Bologna, in Umbria ad Umbertide, nelle
Marche a Fabriano, in Puglia a Cisternino ma è in Toscana che è presente
la più alta concentrazione sono infatti già attivi a San Miniato, a
Montevarchi, a Capannori e di prossima apertura a Pistoia, ad Altopascio
ed a Pisa. Tutte lodevoli le iniziative volte alla nascita di mercati
contadini ma troppo spesso vengono istituiti una tantum nel corso
dell’anno o con cadenza stagionale od in concomitanza di altri eventi e
sagre, l’ambizioso progetto toscano mira invece a farne un appuntamento
settimanale dove la gente vada realmente a fare la spesa. Al mercato
contadino si deve dover trovare oltre al tradizionale olio extravergine
toscano, al vino toscano, ai fagioli lucchesi, alla farina di castagne
dell’appennino, alla bistecca fiorentina di mucca chianina della Val di
Chiana e del Mugello, ed ai tanti altri prodotti tipici anche e
soprattutto i prodotti di uso quotidiano quali il pane toscano che privo
di sale e cotto a legna a bassa temperatura oltre a conservare meglio le
proprietà nutritive dei componenti si mantiene morbido per tutta la
settimana, od il latte fresco appena munto, ma anche e soprattutto
ortaggi e frutta. E’ superfluo ricordare che quest’ultimi sono
essenziali per una corretta alimentazione, ma se si acquista ad esempio
i pomidoro a gennaio, è chiaro che essi sono frutto di una forte
stimolazione chimica operata in serra e quindi più nocivi che utili alla
salute. Il Mercato della Terra vuole invece favorire il consumo di
prodotti di stagione che nascendo in terra secondo il calendario
naturale sono più buoni e più sani.
Ultimo ma non secondario fine è l’aspetto economico che in questo
periodo di profonda crisi non è assolutamente da sottovalutare.
Azzerare la filiera porta obbligatoriamente ad un abbassamento del costo
finale del prodotto con un duplice vantaggio, il contadino può vendere
ad un giusto prezzo, liberato dai contratti capestri a cui lo vincola la
grande distribuzione ed il consumatore può acquistare ad un prezzo più
basso un prodotto migliore.
Da
non dimenticare poi l’aspetto culturale e sociale; la gente riprende
contatto con la realtà contadina, con l’alternanza delle stagioni e con
il contatto umano con il venditore il quale non è un commesso e nel
coltivare ha messo il proprio sacrificio e la propria passione tanta
passione. E poi c’è il contatto con la piazza con i suoi rumori e
profumi, l’Italia è ricca di bellissime piazze spesso anche con antica
tradizione mercatale e contadina, di cui i cittadini, una volta che
siano state liberate dalle automobili, devono riappropriarsi.
La
Toscana è capofila a livello nazionale di questa nuova iniziativa e la
speranza è che anche in altre regioni e città nascano i Mercati della
Terra.
(G.C.)
Il
Perito Assicurativo ed il T.U. di Pubblica Sicurezza
Limiti nell’acquisizione delle informazioni
E’ convinzione comune che con
l’entrata in vigore del Codice delle Assicurazioni la materia
dell’infortunistica stradale sia da esso interamente regolata mentre
invece è opportuno valutare i limiti a cui è soggetta l’attività
peritale, tenuto conto che tale attività rientra anche nella sfera di
interesse del Testo Unico di Pubblica Sicurezza che è tutt’ora vigente.
E’ consuetudine che le Compagnie
di Assicurazione si avvalgono di professionisti esterni quali i Periti
Assicurativi per acquisire informazioni sugli incidenti stradali. E’
quindi indispensabile verificare quali siano i limiti imposti al Perito
Assicurativo dall’art. 134 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza
nell’ambito delle indagini finalizzate alla ricostruzione delle
dinamiche dei sinistri. La lettura dell’art. 134 fa intendere che la
materia non è ben definita e proprio la genericità della norma lascia
assoluta incertezza nell’individuare i limiti operativi del Perito.
Il Perito può svolgere attività
pubblicistica, cioè per gli Uffici Giudiziari, dove i limiti sono molto
ampi e svolgere attività privatistica, cioè per i privati, dove i limiti
invece sono molto restrittivi e sono dati da tutti quegli atti che
comportano la privazione della libertà individuale.
Quindi cosa può senz’altro fare il
Perito per operare con legalità ? Può acquisire tutti i dati oggettivi
che non interferiscono con la sfera della vita privata di alcuno. Tali
dati sono perciò i rilievi dei danni ma lo sono anche le informazioni
acquisite dagli enti pubblici. I rapporti degli incidenti stradali
redatti dalle autorità inquirenti non possono essere assoggettati alle
restrizioni previste dall’art. 134 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza
in quanto si tratta di informazioni non riservate e che non ledono i
diritti del cittadino, anzi lo favoriscono in quanto entrare in tempi
rapidi in possesso dei rapporti abbrevia i tempi di risarcimento del
danno.
Discorso
diverso deve essere fatto per le testimonianze. La verbalizzazione delle
dichiarazioni testimoniali compete esclusivamente all’autorità
giudiziaria e non può essere svolta da nessun altro, neppure se munito
di autorizzazione a norma dell’art. 134. Così come le informazioni sullo
stato socio-economico sono attività investigativa per le quali non solo
è necessario il possesso di licenza di pubblica sicurezza, ma deve
sottostare a restrittivi limiti invalicabili.
Giuseppe Capitanio |