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TWITTER - WEB 2.0 - MICROPAGAMENTI

 

di Francesca Beatrice Cice

 

Twitter
Twitter è un servizio di brevi messaggi gratuiti, offerto agli utenti della rete per condividere propri pensieri, messaggi, desideri. Questi messaggi sono chiamati tweet, che alla lettera significa cinguettio, e si tratta di messaggi lunghi fino a 140 caratteri, che gli utenti possono utilizzare per condividere i propri pensieri, ma anche per effettuare offerte e richieste di prodotti o servizi e quindi di  utilizzare Twitter per il social marketing. I messaggi sono inviati a tutti i follower, cioè a coloro che si sono iscritti, ma l'utente può anche decidere che siano inviati solo a colore che sono stati da lui approvati.
Nella classifica di popolarità dei social network, Twitter occupa il terzo posto, dopo Facebook e Myspace, distinguendosi, però, da questi ultimi, poiché offre la possibilità agli utenti registrati di effettuare campagne di marketing per conto di aziende che offrono servizi o prodotti. Certamente è un nuovo strumento di comunicazione, sfruttato per l'intrattenimento e la condivisione tra membri con stessi interessi, ma che può essere sfruttato per creare business. È, però, difficile definire un criterio per la misurazione del ritorno sugli investimenti (ROI, return on investment).
Si potrebbe utilizzare questo servizio per comunicare una migliore immagine dell'azienda, richiamare l'attenzione sul proprio sito web, effettuare ricerche di possibili interessati a nuove campagne di vendita, di possibili nuovi fornitori ma anche di possibili nuovi collaboratori.
Il servizio offerto ha i connotati di un passaparola, le notizie sono diffuse rapidamente tra tutti i follower presenti nella propria lista, questi una volta che ricevono il messaggio, se ritengono interessante la comunicazione, possono ritrasmettere la notizia ai proprio follower, attraverso i ReTweet, una specie di inoltro di un messaggio ricevuto, in questo modo il messaggio iniziale viene diffuso per tutta la rete. Se si tratta di una campagna di qualunque tipo, perché sia efficace, all'utente che ha lanciato il messaggio è richiesto l'impegno minimo di seguire i commenti e le risposte dei follower al suo messaggio ed eventualmente rispondere alle domande che via via nascono dagli utenti.
Per crearsi un account, basta passare da http://www.twitter.com, cliccare sul grosso bottone verde centrale Get started-Join! e inserire il nome e cognome, lo username, la password e l'email e i caratteri di controllo.
Dopo aver ricevuto un email di conferma, si sarà abilitati all'accesso.
La cosa migliore è compilare subito il proprio profilo andando su Settings; qui è possibile cambiare il proprio username, il paese di origine, l'ora legale, inserire la url del proprio blog personale e una breve descrizione di 160 caratteri sulla propria persona. In questa sezione è possibile anche cambiare la password, inserire il proprio numero di cellulare, accettare se ricevere email di notifica e aggiornamento, inserire una foto, cambiare lo stile del proprio twitter, scegliendo tra i 12 sfondi oppure caricandone di proprie, salvate in formato (JPEG, GIF, PNG).
Una buon inizio è fare delle ricerche utilizzando il servizio Twitter Search, (http://search.twitter.com), per trovare le conversazioni di proprio interesse, e nel caso di social marketing trovare quanta gente parla del servizio o del prodotto che si vuole offrire. Molte conversazioni non sembrano avere spessore e interesse rilevante, ma molte altre si rivelano molto utili già dai primi caratteri letti.
Il passo successivo è farsi conoscere, in Twitter l'unico mezzo è quello di seguire qualcuno, appunto diventare follower di qualcuno, in questo modo se l'altra parte accetta, si potranno inviare messaggi privati o avviare conversazioni private.
Il gioco è avviato, poiché più follower si hanno più sarà la gente che conoscerà i propri interessi, le proprie idee e soprattutto quelle che sono le proprie capacità professionali, il sito web, nonché il blog inserito nella sezione settings di Twitter, che sarà visitato da molte persone e così aumenterà il numero di follower che leggeranno le informazioni inserite nel sito, si avrà così la possibilità di realizzare campagne di marketing e invii commerciali.

(F.B.C.)


Web 2.0
L'innovazione è molto rapida nel mondo della rete e delle sue tecnologie. L'aumento delle opportunità offerte da internet ha provocato la crescita esponenziale dei computer collegati in rete. Per il collegamento occorre un modem, una connessione tramite line telefonica o dedicata, come le linee ADSL o come l'ISDN e l'UMTS, un abbonamento ad un ISP (Internet Service Provider) e un browser per visualizzare i contenuti offerti nella rete.
Tra i servizi offerti da Internet vi è il World Wide Web, meglio conosciuto con il solo nome di Web. In italiano significa letteralmennte grande ragnatela mondiale, raccoglie servizi e contenuti statici e multimediali. Con la diffusione di internet si sono sviluppate tante tecnologie che hanno portato alcuni esperti a distinguere le fasi dell'evoluzione della rete. Secondo questa distinzione, si è quindi passati dal Web 1.0, dominato da pagine statiche scritte in HTML, e utilizzo di linguaggi di programmazione come php che permettevano di navigare tra le pagine, scrivere email ed eseguire ricerche, a fasi  intermedie come il Web 1.5, in cui si sono cominciati ad utilizzare i database e le strutture CMS (Content Management System) per la gestione dei contenuti, fino a fasi successive come il Web 2.0.
Con l'avvento del Web 2.0 si sono utilizzati nuove tecnologie, come Ajax o Adobe Flex, che permettono l'interazione tra siti web e utente. Sono nati blog, forum e sistemi come Facebook, Myspace, Twitter, Flickr e Instant Messenger come Msn, Yahoo. Tramite questi servizi è possibile pubblicare le proprie foto, iscriversi e partecipare alle attività di comunità che condividono gli stessi interessi, commentare e votare i contenuti pubblicati dagli altri utenti e molto altro ancora.
In realtà il passaggio dal Web 1.0 al Web 2.0 non è stata una vera rivoluzione, poiché si utilizzano gli stessi protocolli TCP/IP, i tag HTML e il protocollo di connessione HTTP per navigare nella rete; essi differiscono unicamente nell'approccio degli utenti, che da essere passivi fruitori di contenuti diventano autori e concorrono alla formazione dei contenuti senza necessariamente avere capacità informatiche particolari. Quindi se prima per creare una pagina web era necessario disporre di un software per l'editing HTML come il vecchio Microsoft Frontepage e avere conoscenze approfondite dei tag HTML, con l'avvento dei blog gli utenti sono in grado di pubblicare i propri contenuti generalmente seguendo le semplici istruzioni presenti negli stessi siti fornitori di questo servizio.
I maggiori fornitori di servizi come Google e Microsoft hanno sviluppato software che possono essere utilizzati online senza la necessità di scaricare nulla sul proprio computer e che permettono di utilizzare le risorse disponibili nel web come se fossero presenti materialmente nella propria postazione, è l'inizio di quello che per molti sarà il Web 3.0; una fase in cui il Web sarà un unico database di notizie e informazioni, conosciuto come Data Web, sarà un un unico contenitore di informazioni in formato XML o RDF e attraverso tecnologia avanzata si potrà interrogare questo grande database direttametne dalle applicazioni, le quali potranno accedervi direttamente, non necessariamente attraverso un browser come al contrario avviene oggi.
In questa trasformazione rientra anche il passo successivo: quello di arrivare al Web semantico, in cui saranno utilizzati non solo i dati in formato XML e RDF, ma anche quei dati non strutturati come le pagine HTML e i documenti di vario formato, previa conversione in formati semantici.
Si pensa già a un futuro Web 3D  e ad organizzare le aree in una visuale tridimensionale sul modello di Second Life.

(F.B.C.)


MICROPAGAMENTI
La notizia è del 10 settembre, su Repubblica  con il titolo: "Micropagamenti per i giornali: ecco la soluzione di Google". Nell'articolo si parla di come Google vuole affrontare il problema della fruizione dell'informazione offerta dai giornali web in Internet, in particolare di come guadagnare dalla pubblicazione dei contenuti. Le divergenze tra editori tradizionali e Google ci sono sempre state e la scelta iniziale di guadagnare sui click effettuati sulla pubblicità si è dimostrata insufficiente, non ci sono mai stati i guadagni sperati dai produttori dei contenuti.
Per Google la via da intraprendere è il micropagamento, se il lettore ritiene che l'abstract dell'informazione sia interessante, deve effettuare un piccolo pagamento per il contenuto letto o, in alternativa, il lettore deve essere disposto a lasciare i propri dati personali, questi potrebbero essere rivenduti a società terze per scopi di marketing pubblicitario.
Il problema dei micropagamenti risiede essenzialmente nella difficoltà di effettuare la transazione di somme esigue senza aggravarle di costi di transazione, tipiche sia dei pagamenti con carte di credito che di PayPal. La soluzione proposta ultimamente da Google è la realizzazione, come è possibile leggere sul suo sito, di una piattaforma per i pagamenti adatti ai siti web di giornali e riviste, simile al concorrente PayPal, ma con la possibilità di acquistare dei gettoni e utilizzarli per accedere ai contenuti premium offerti dalle case editoriali. A cadenza periodica le somme virtuali saranno accumulate in un'unica transazione tradizionale.
Questa forma di pagamento può essere assimilata a quella già in uso per i contenuti acquistati via sms, per i quali gli importi di ogni singola transazione vengono detratti dal credito prepagato della scheda telefonica. Il dubbio che gli utilizzatori di Internet si potrebbero porre è se il contenuto della notizia valga l'importo sia pur esiguo da pagare. Considerando la notevole mole di contenuti offerti da internet, questa politica potrebbe tradursi in uno scontento diffuso e generalizzato e potrebbe portare il lettore a cercare forme alternative di informazione.

Francesca Beatrice Cice

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