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Anno XIV num.4
Lug./Ago. 2015

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La Direttiva Rifiuti e gli obiettivi di riciclo: il caso del Comune di Massa Lubrense

di Rosario Apreda 

  

INDICE

1.       Premessa

2.       Italia: paese dai 1000 campanili e dai tanti sistemi di raccolta

3.       La produzione dei rifiuti urbani in Italia nel 2013

4.       La raccolta differenziata in Italia nel 2013

5.       La direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/CE

6.       Il comune di Massa Lubrense

6.1     Dati anagrafici;

6.2     La produzione rifiuti  nel Comune di Massa Lubrense nel 2013;

6.3     L’evoluzione della raccolta differenziata nel Comune di Massa Lubrense dal 2001 al 2013;

7.       Il tasso di riciclaggio: una prima previsione per il Comune di Massa Lubrense

8.       Conclusioni

 

 

1.      Premessa

Scopo del presente lavoro è la esposizione dell’impatto delle previsioni della Direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/CE nel caso di un Comune virtuoso della Provincia di Napoli. Verranno ripercorsi ed analizzati i dati nazionali di produzione rifiuti e delle raccolte differenziate, unitamente alle principali disposizione della richiamata Direttiva 2008/98/CE.

Infine verrà fatta una simulazione a partire dai dati del Comune di Massa Lubrense per collocare lo stesso all’interno dell’obiettivo del tasso di riciclaggio del 50% previsto dalla normativa europea.

 

2.      Italia: paese dai 1000 campanili e dai tanti sistemi di raccolta

L’Italia, è risaputo, è il “paese dai mille campanili e dalle cento città” dove  le diverse realtà locali hanno proprie specificità che li differenziano le une dalle altre.

Questo principio vale anche per la raccolta differenziata, con sistemi di raccolta diversi, risultati delle raccolte differenziate diversi, tipologie di gestione diverse e impiantistiche diverse.

Se per es. ci soffermiamo sui sistemi di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, possiamo raggrupparli in tre macro categorie:

·         raccolta domiciliare o “porta a porta”;

·         raccolta stradale;

·         raccolta mista (“porta a porta” + “stradale”).

La Banca Dati sulla raccolta differenziata dell’ANCITEL dati 2012 ci riferisce che, su base nazionale, i sistemi di raccolta sono classificabili sulla base di tre tipologie: sistemi di raccolta domiciliare, stradale e misti. Gli stessi dati riferiti a Comuni e a abitanti gestiti forniscono la situazione seguente:

 

 

Circa il 36% della popolazione è servito da raccolta domiciliare, il 14% da raccolta stradale a cassonetto, mentre la parte residuale, circa il 46%, da un sistema di raccolta mista.

Non è possibile stabilire preliminarmente quale sia la modalità di raccolta “migliore” rispetto alle diverse opzioni possibili, occorrendo in tal senso individuare, per ogni specifico contesto, la migliore soluzione da adottare tenendo conto – nel rispetto di quanto introdotto nel quadro normativo nazionale dalla della Direttiva 2008/98/CE - delle diverse variabili (demografiche, urbanistiche, geografiche, specifiche di settore, ecc.).

 

3.      La produzione dei rifiuti urbani in Italia nel 2013

Nel 2013, la produzione nazionale dei rifiuti urbani si è attestata, a circa 29,6 milioni di tonnellate, facendo registrare una riduzione di quasi 400 mila tonnellate rispetto al 2012 (-1,3%) Tale contrazione, che fa seguito ai cali già registrati nel 2011 e nel 2012, porta a una riduzione complessiva di circa 2,9 milioni di tonnellate rispetto al 2010 (-8,9%).

Il dato di produzione dei rifiuti urbani si attesta, nel 2013, a un valore inferiore a quello rilevato nel 2002 (29,9 milioni di tonnellate).

 

Regione

2009

2010

2011

2012

2013

 

Nord

14.621.204

14.808.248

14.345.531

13.719.787

13.595.249

Centro

7.185.564

7.323.097

7.017.984

6.741.275

6.628.319

Sud

10.303.142

10.347.766

10.022.705

9.532.467

9.371.097

Italia

32.109.910

32.479.111

31.386.220

29.993.529

29.594.665

 

 

 

 

 

 

Campania

2.719.170

2.786.097

2.639.586

2.554.383

2.545.445

 

 

L’andamento della produzione dei rifiuti urbani appare, in generale, coerente con il trend degli indicatori socio-economici e in particolare con quello relativo ai consumi delle famiglie possono concorrere ad un calo del dato di produzione dei rifiuti urbani; tra questi si citano, ad esempio:

          diffusione di sistemi di raccolta domiciliare e/o di tariffazione puntuale che possono concorrere a una riduzione di conferimenti impropri;

        riduzione delle quota relativa ai rifiuti assimilati, a seguito di gestione diretta da parte dei privati, soprattutto nel caso di tipologie economicamente remunerative;

    azioni di riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte a seguito di specifiche misure di prevenzione messe in atto a livello regionale o sub-regionale.

 

Regione

Popolazione 2013

2009

2010

2011

2012

2013

kg/abit.*anno

Nord

27.785.211

530

533

527

505

489

Centro

12.070.842

604

613

605

582

549

Sud

20.926.615

493

495

486

463

448

Italia

60.782.668

532

536

528

505

487

 

 

 

 

 

 

 

Campania

5.869.965

467

478

458

443

434

 

Relativamente alla produzione pro capite si osserva, tra il 2012 e il 2013, una riduzione a livello nazionale di 18 kg per abitante per anno, corrispondente a un calo percentuale del 3,6%, che fa seguito al calo di 23 kg per abitante per anno fatto rilevare tra il 2011 e il 2012.

Il valore pro capite di produzione del Nord scende, nel 2013, al di sotto dei 500 kg per abitante per anno, attestandosi a 489 kg per abitante per anno, mentre i valori del Centro e il Sud si collocano, rispettivamente, a 549 e 448 kg per abitante per anno. Rispetto al 2009 si osserva una riduzione, su scala nazionale, di 45 kg per abitante per anno (-8,5%) con decrescite pari a 55 kg per abitante per anno al Centro, 45 kg per abitante per anno al Sud e 41 kg per abitante per anno al Nord.

 

4.      La raccolta differenziata in Italia nel 2013

Necessaria premessa ad una sommaria analisi dei dati delle raccolte differenziate è il riferimento agli obiettivi di legge (d.lgs. n. 152/2006 e la legge 27 dicembre 2006, n. 296) che così  individuano gli obiettivi di raccolta differenziata:

• almeno il 35% entro il 31 dicembre 2006;

• almeno il 40% entro il 31 dicembre 2007;

• almeno il 45% entro il 31 dicembre 2008;

• almeno il 50% entro il 31 dicembre 2009;

• almeno il 60% entro il 31 dicembre 2011;

• almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012.

 

L’andamento per macro aree geografiche delle raccolte differenziate nel quinquennio 2009-2013 risulta il seguente:

 

Regione

2009

2010

2011

2012

2013

1000*t

%

1000*t

%

1000*t

%

1000*t

%

1000*t

%

Nord

7.025,30

48,00

7.269,90

49,10

7.327,00

51,10

7.234,40

52,70

7.400,4

54,40

Centro

1.788,30

24,90

1.987,00

27,10

2.122,50

30,20

2.229,60

33,10

2.404,3

36,30

Sud

1.963,00

19,10

2.195,70

21,20

2.398,50

23,90

2.528,30

26,50

2.704,2

28,90

Italia

10.776,60

33,60

11.452,60

35,30

11.848,00

37,70

11.992,30

40,00

12.508,9

42,30

 

Se approfondiamo ulteriormente l’analisi a livello regionale il rapporto ISPRA ci mostra una fotografia del nostro Paese  molto variegata con due sole regioni, Veneto e Trentino Alto Adige, che presentano dati di raccolta differenziata allineabili all’obiettivo di legge del 65% da raggiungere entro il 2012.

 

 

È interessante notare come nel 2013 la regione Campania abbia superato per raccolta differenziata la regione Toscana e diverse altre regione del centro nord. Secondo i dati del rapporto Comuni ricicloni 2014 di Legambiente, solo 8 Municipi sui 358 censiti in Campania hanno una percentuale di differenziata minore del 35%; 230 superano il 55% di differenziata (di cui 143 vanno oltre il 65%).

 

5.      La direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/CE

La direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/CE, recepita nell’ordinamento nazionale dal d.lgs. n. 205/2010, affianca, agli obiettivi di raccolta previsti dalla normativa italiana, target di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio per

specifici flussi di rifiuti quali i rifiuti urbani e i rifiuti da attività di costruzione e demolizione.

In particolare, per quanto riguarda i primi, l’articolo 11, punto 2 stabilisce che “al fine di rispettare gli obiettivi della presente direttiva e tendere verso una società europea del riciclaggio con un alto livello di efficienza delle risorse, gli Stati membri adottano le misure necessarie per conseguire i seguenti obiettivi: a) entro il 2020, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti quali, come minimo, carta, metalli, plastica e vetro provenienti dai nuclei domestici, e possibilmente di altra origine, nella misura in cui tali flussi di rifiuti sono simili a quelli domestici, sarà aumentata complessivamente almeno al 50 % in termini di peso”.

La direttiva 2008/98/CE, pur non prevedendo target di raccolta differenziata richiede, dunque, che si proceda all’attivazione della stessa e che siano conseguiti obiettivi di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio almeno per almeno quattro frazioni (carta, metalli, plastica e vetro).

Va rilevato che, in base a quanto riportato dalla decisione 2011/753/UE, concorrono al raggiungimento degli obiettivi solo le operazioni di preparazione per il riutilizzo e di riciclaggio dei rifiuti urbani intese come:

·         «preparazione per il riutilizzo» le operazioni di controllo, pulizia e riparazione attraverso cui prodotti o componenti di prodotti diventati rifiuti sono preparati in modo da poter essere reimpiegati senza altro pretrattamento (articolo 3, punto 16 della direttiva 2008/98/CE);

·         «riciclaggio» qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i materiali di rifiuto sono ritrattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini. Include il ritrattamento di materiale organico ma non il recupero di energia né il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali combustibili o in operazioni di riempimento (articolo 3, punto 17 della direttiva 2008/98/CE).

Le modalità ed i criteri di calcolo degli obiettivi sono individuati dalla decisione 2011/753/UE.

Per quanto riguarda i rifiuti urbani, la scelta può essere effettuata tra quattro possibili metodologie riferite a:

a.       metodologia 1: percentuale di riciclaggio di rifiuti domestici costituiti da carta, metalli, plastica e vetro;

b.       metodologia 2: percentuale di riciclaggio di rifiuti domestici e simili costituiti da carta, metalli, plastica e vetro e altri singoli flussi di rifiuti domestici e simili;

c.       metodologia 3: percentuale di riciclaggio di rifiuti domestici in generale;

d.       metodologia 4: percentuale di riciclaggio di rifiuti urbani.

I metodi di calcolo 1 e 3 permettono di determinare la percentuale di avvio a riciclaggio dei soli rifiuti domestici.  Tali equazioni risultano difficilmente applicabili a livello nazionale, in quanto richiedono la distinzione dei flussi di rifiuti di provenienza domestica dagli altri flussi di rifiuti urbani (ad esempio, rifiuti prodotti da mense, ristoranti, attività commerciali, ecc.). Questa distinzione, date le modalità di raccolta comunemente adottate in Italia, appare non effettuabile.

Il metodo di calcolo 2 contempla, oltre al flusso dei rifiuti domestici, anche rifiuti provenienti da "flussi simili", il metodo 4 è riferito invece al totale dei rifiuti urbani prodotto. Le metodologie 2 e 4, invece, non richiedono una distinzione dei rifiuti di provenienza domestica dai rifiuti di altra origine. La metodologia 4 richiama, infatti, i rifiuti urbani in generale, mentre la 2  fa riferimento all’insieme dei rifiuti domestici e dei rifiuti simili, intendendo per questi ultimi “i rifiuti comparabili, per tipo e composizione, ai rifiuti domestici, esclusi i rifiuti da processi produttivi e i rifiuti provenienti dall’agricoltura e dalla silvicoltura” (in pratica, i rifiuti urbani).

L’equazione 2, a differenza della 4, dà però la possibilità di prendere in considerazione solo talune frazioni selezionate, tra le quali devono in ogni caso essere ricomprese la carta, il vetro, la plastica e il metallo.

Nella prima relazione sul monitoraggio dei target effettuata dagli Stati membri nel 2013, in cui doveva essere indicata la metodologia di calcolo prescelta, l’Italia ha comunicato di aver scelto la seconda metodologia e di estendere l’applicazione della stessa al legno e alla frazione organica.

Dai risultati emersi dalle simulazione riportate nel Rapporto Ancitel Banca Dati raccolta differenziata pubblicato a ottobre 2012 e quella fatte recentemente dall’ISPRA (rapporto rifiuti urbani presentato a giugno scorso dati rifiuti 2011) i risultati migliori in termini di % di riciclo si ottengono con la Metodologia di calcolo 2 il cui metodo calcolo è riportato di seguito:

 

Pertanto:

·         il numeratore della formula esprime il totale della quantità di raccolta differenziata delle frazioni considerate effettivamente avviate ad impianti di recupero/riciclo (operazioni "R" di cui all'Allegato C del D.Lgs. 152/06), al netto degli scarti;

·         il denominatore è costituito dalla somma delle quantità prodotte di ciascuna frazione considerata.

 

6.      Il comune di Massa Lubrense

Il Comune di Massa Lubrense, in penisola sorrentina, ha circa 14.000 abitanti ed è composto da numerosi borghi e frazioni disperse su un territorio di circa 20 kmq prevalentemente collinare. Per la posizione, la storia e la bellezza del suo territorio, il Comune di Massa Lubrense accoglie nei numerosi alberghi e strutture ricettive decine di migliaia di turisti, oltre ai numerosi proprietari di seconde case.

La Società Terra delle Sirene SPA si occupa del servizio di raccolta e trasporti dei rifiuti e delle raccolte differenziate.

Fino al 6 aprile 2008 la raccolta dei rifiuti avveniva su base stradale, tramite l’impiego di cassonetti da lt 1300 in lamiera zincata o di colore verde scuro, vuotati da automezzo a caricamento posteriore. Le raccolte differenziate previste erano quelle del vetro, che veniva effettuata mediante campane collocate sul territorio, e quella del multimateriale leggero (plastica, alluminio e banda stagnata).

 Il 7 aprile 2008 è partito il servizio di raccolta domiciliare porta a porta integrale su tutto il territorio comunale, con la rimozione di tutti i cassonetti stradali, e la previsione del prelievo dei RU e delle relative frazioni differenziate direttamente presso il domicilio delle utenze domestiche (circa 5000 nuclei familiari) e commerciali (circa 250 produttori specifici).Il sistema si basa sulla raccolta domiciliare delle principali frazioni secce ed umide, con l’impiego del sistema areato per la raccolta della frazione organica e riduzione delle frequenze di raccolta per le frazioni secche. Il sistema progettato ha permesso di raggiungere livelli di riduzione rifiuti e raccolta differenziata di assoluta eccellenza.

6.1 Dati anagrafici

Regione - Provincia: Campania – Napoli Zona: Italia Meridionale

Superficie: 19,71 Km2 Densità Abitativa: 709 abitanti/Km2

Popolazione Residente (al 1/1/2011): 13.985 (Maschi 6.881 - Femmine 7.104)

Frazioni: Acquara, Annunziata, Casa, Marciano, Marina del Cantone, Marina della Lobra, Marina di Puolo, Monticchio, Nerano, Pastena, San Francesco, Sant'Agata sui Due Golfi, Santa Maria, Santa Maria della Neve, Schiazzano, Termini, Torca

Età media: L’età media della popolazione residente è di 40,3 anni.

Utenze domestiche: i nuclei familiari, abbinabili ad utenze domestiche, risultano  circa 5000.

Utenze non domestiche: le utenze non domestiche servite dal servizio di raccolta domiciliare sono circa 150.

Mercati rionali: sul territorio insiste un mercato rionale in località San Francesco che si tiene il venerdì di ogni settimana.

 

6.2 La produzione rifiuti  nel Comune di Massa Lubrense nel 2013

L’andamento della produzione dei rifiuti nel Comune di Massa Lubrense è strettamente correlabile con le attività di raccolta differenziata intraprese nel corso degli ultimi anni ed in particolare dal dato, ormai, storico del 2001 ad oggi.

La seguente tabella illustra tale progressione ed evidenzia la progressiva riduzione del monte totale dei rifiuti prodotti.

 

ANNO

RSU (ton)

RD (ton)

RSU TOTALE (ton)

% RD

2001

5496

332

5828

5,70%

2002

5754

546

6300

8,67%

2003

5565

943

6508

14,49%

2004

5427

1318

6745

19,54%

2005

5604

1276

6880

18,55%

2006

5678

1491

7169

20,80%

2007

5594

1781

7375

24,15%

2008

2162

3194

5356

59,63%

2009

1853

4155

6009

69,17%

2010

1906

4160

6066

68,58%

2011

1923

4355

6278

69,36%

2012

1888

4381

6269

69,88%

2013

1936

4342

6278

68,83%

 

6.3  

6.3   L’evoluzione della raccolta differenziata nel Comune di Massa Lubrense dal 2001 al 2013

 

Il precedente grafico evidenzia come, nel corso del 2008, si è ottenuta una virtuosa inversione di tendenza ed i materiali differenziati hanno superato i rifiuti avviati a smaltimento presso gli impianti S.T.I.R e/o successivamente in discarica.

In virtù di tali risultati il Comune di Massa Lubrense supera gli obiettivi fissati dal DLGS 152/2006 del 65%.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tasso di riciclaggio: una prima previsione per il Comune di Massa Lubrense

Verrà di seguito effettuata una simulazione con i dati delle raccolte differenziate 2013 distinte per frazioni merceologiche per calcolare la percentuale di riciclo.

La simulazione prenderà in considerazione le 4 frazioni prioritarie (carta, plastica, metallo, vetro) + legno + tessili + RAEE + raccolte selettive + frazione organica.

Il denominatore della frazione per il calcolo del tasso di riciclaggio sarà costituito dal totale della produzione rifiuti dell’anno preso in considerazione, lordo dei CER: 07.02.13 rifiuti plastici, 13.02.08 altri oli per motori, ingranaggi e lubrificazione, 16.01.03 pneumatici fuori uso, 16.10.02 soluzioni acquose di scarto, diverse da quelle di cui alla voce 16 10 01, 17.05.04 terra e rocce, diverse da quelle di cui alla voce 17 05 03, 18.01.03 rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni e 20.03.07 Rifiuti ingombranti.

La raccolta differenziata 2013 del Comune di Massa Lubrense classificata per frazione merceologica fornisce i seguenti dati espressi in kg.:

 

 

Poniamo dunque la condizione iniziale che il peso dei rifiuti conferiti in modo differenziato agli impianti di recupero è stato posto uguale al peso dei rifiuti riciclati o sottoposti ad altra forma di recupero di materiale.

Scorporando  dai dati delle raccolte differenziate divisi per categorie merceologiche  le 4 frazioni prioritarie (carta, plastica, metallo, vetro) + legno + tessili + RAEE + raccolte selettive + frazione organica otteniamo il totale dei materiali differenziati avviati effettivamente al riciclo:

 

LE 4 FRAZIONI PRIORITARIE (CARTA, IMBALLAGGI IN MATERIALI MISTI, METALLO, VETRO) + LEGNO+RAEE+TESSILI+RACCOLTA SELETTIVA + FRAZIONE ORGANICA

Frazione organica

Carta

Vetro

Imb. in mat. misti

Legno

Metallo

RAEE

Tessili

Raccolta selettiva

Totale RD avviati effettivamente a riciclo

2.249.490

555.080

295.100

652.950

112.834

70.430

97.720

45.360

10.562

4.089.526

 

Il tasso di riciclaggio invece scaturisce da:

Calcolo della percentuale di riciclaggio

LE 4 FRAZIONI PRIORITARIE (CARTA, IMBALLAGGI IN MATERIALI MISTI, METALLO, VETRO) + LEGNO+RAEE+TESSILI+RACCOLTA SELETTIVA+ FRAZIONE ORGANICA

4.089.526

65,13%

Totale produzione rifiuti compresi ingombranti  e altro

6.278.798

 

La semplice lettura dei dati riscontrati ci permette di collocare il Comune di Massa Lubrense ben oltre la soglia dell’obiettivo del 50% di effettivo avvio al riciclo.

Casella di testo: Obiettivo 50% di avvio al riciclo (Direttiva 2008/98/CE)
                                 

 

 È interessante infine considerare tali risultati comparati con quanto riscontrabile, però su dati 2012, nel 3° Rapporto sulla Raccolta Differenziata e Riciclo Ancitel  2012, che permettono di posizionare il Comune di Massa Lubrense al di sopra di tutte le Regioni d’Italia.

 

8.      Conclusioni

Le previsioni operate per il Comune di Massa Lubrense sono state fatte sulla base di alcune assunzioni, talvolta semplificatrici di questioni più complesse.

È evidente, estendendo l’orizzonte all’Italia intera ed all’Europa, la necessità di definire una formula univoca per calcolare la raccolta differenziata e la percentuale di avvio al riciclo, concordando a livello europeo i codici CER da conteggiare nelle raccolte differenziate e nel rifiuto residuo o indifferenziato.

Resta la problematica collegata che la struttura delle informazioni disponibili non sempre consente di applicare i metodi di calcolo delle percentuali di riciclo in maniera rigorosa, in quanto nei vari contesti territoriali si osservano differenti gradi di disaggregazione delle frazioni merceologiche; in alcuni casi infatti la differenziazione delle diverse tipologie di rifiuto non è effettuabile, di conseguenza i dati risultano disponibili solo in forma aggregata (soprattutto per gli ingombranti).

 

Bibliografia e Fonti

-          DLGS n. 152/2006 e  legge 27 dicembre 2006, n. 296;

-          Direttiva Quadro sui Rifiuti 2008/98/CE

-          3° Rapporto Raccolta Differenziata e Riciclo 2012 – Banca Dati Ancitel;

-          Rapporto ISPRA Rifiuti Urbani 2014

-          Sito www.mysir.it

-          Rapporto Comuni Ricicloni Legambiente 2014

 

 


 

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|Anno XIV num.4 - Lug./Ago. 2015| - Per informazioni e-mail: redazione1@spaziomotori.it

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