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Anno XIV num.4
Lug./Ago. 2015

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  • "CASCO BEN ALLACCIATO": IL PRIMO LIBRO DI NICO CEREGHINI

  • ROUTE 66

di Clara Tumminelli

 

In libreria, da alcuni mesi, si trova il primo libro di Nico Cereghini: “Casco ben allacciato. Da Agostani a Valentino, storie di moto e segreti di guida” con prefazione di Giacomo Agostini. Nelle 288 pagine Cereghini tratta nozioni e segreti di guida, racconta passioni ed emozioni, descrive moto da pista e da strada.

Tratta con vivacità le esperienze dei piloti che hanno sviluppato e guidato le moto più belle ed amate del mondo, narra le vittorie e le sconfitte dei grandi protagonisti del moto mondiale.

All’interno del libro, in 32 pagine a colori, sono stampate le foto dei grandi campioni e dei momenti più importanti del motociclismo.

La moto ed il suo pilota, una simbiosi delicata. Cereghini ne ha visti e conosciuti tanti di piloti e di campioni: Agostini, Hailwood, Roberts, Spencer, Cadalora, Biaggi, Rossi, Stoner e tanti altri. Tutti innamorati della velocità, dell’adrenalina che ti percorre il corpo, quando sei in pista, ma sopratutto della moto. La tua compagna di vittorie e sconfitte. Una moto che per alcuni è solo un mezzo: metallo, strumentazione e componenti meccanici; per altri la moto è viva. Nel libro cita la frase di Valentino Rossi: “La moto non è un pezzo di ferro”. Lui, con la moto, ci parla in pista e non solo.

Ogni moto è unica, nel design, nella tecnologia, ma anche nella personalità. Sono moto vive, pulsanti di energia. In sella ad una moto sei libero, provi sensazioni indescrivibili. Divertimento, velocità, ma anche sicurezza e testa sulle spalle. Il motto di Cereghini è sempre presente in tutto il libro, non solo dal titolo: “Casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno e prudenza sempre”.

Un libro a metà tra il manuale ed il racconto, con una grande raccomandazione alla sicurezza.

Nico Cereghini è nato nel 1948 a Casargo, in Valsassina, anche se è a tutti gli effetti milanese. La passione per la moto è nata subito, sin dall’infanzia era un lettore accanito di riviste specializzate di motociclismo. Nel 1968, a soli vent’anni, ha iniziato una collaborazione con il mensile “Motociclismo”, in seguito ha scritto su “il Pilota Moto”, “La Moto”. Successivamente è ritornato a “Motociclismo” come vice-direttore, poi ancora scrisse su “Tuttomoto” e attualmente su “Riders”.

Alla sua passione per la scrittura ha affiancato, sin dagli anni settanta, la sua passione per la pista e le gare. Ha corso solo per sette stagioni di gare, vincendo qualche volta in 250 tra gli juniores, alcuni podi italiani con la 500 a fianco di Agostini e nella 24 Ore internazionale con le 1000.

Nel 1985 è cominciata la sua collaborazione con “Italia 1” con il programma settimanale “Grand Prix”: servizi sul moto mondiale, prove su strada di nuovi modelli. Ha seguito sei volte la “Parigi Dakar”, come corrispondente. È stato telecronista in diretta, per qualche anno, dei Gran Premi. Ha assunto la conduzione del programma “Fuorigiri” ed oggi è in studio come opinionista, dopo aver smesso di seguire tutte le gare, anche se a volte una “capatina” in pista se la concede.

Per la carta stampata ha anche pubblicato numerose strisce satiriche, ovviamente con soggetti motociclistici, dando voce alla sua passione per il disegno satirico.

Importante anche la sua collaborazione con il sito internet Moto.it, sul quale ha iniziato un rapporto diretto con i suoi lettori. Recentemente è on-line anche il suo sito www.nicocereghini.it, in cui si trova la sua biografia, le foto che raccontano la sua storia, i video ed il nuovo libro.

(C.T.)


ROUTE 66

Tutti, possiamo dire, conoscono la Route 66, la più famosa tra le highway americane.
È stata descritta in numerosi testi, la più celebre narrazione si trova nel libro di John Steinbeck, “Grapes of Wrath”. L’autore dedica un capitolo a descrivere il percorso verso ovest, che attraversa Oklahoma City e prosegue lungo la 66. Nel libro si definisce la strada come “Strada Madre” (Mother Road).
L’abbiamo sentita citare nei testi delle canzoni. In “Get Your Kicks On – Route 66” del compositore jazz e pianista Bobby Troup. Col passare degli anni, la canzone divenne un pezzo del repertorio di Chuck Berry e fu riadattata da molti altri artisti, tra cui i Rolling Stones e i Depeche Mode.
La strada dette il suo nome anche ad un popolare spettacolo televisivo “Route 66”.
Persino i cartoni animati la citano. Nel film della Disney “In viaggio con Pippo”, Pippo e suo figlio Max vanno in vacanza usando la highway 66.
Nel film d'animazione “Cars - Motori ruggenti” la cittadina di "Radiator Springs" sorge proprio sulla Route 66.
L’intero percorso della strada non è più percorribile, perché è stata sostituita da altre strade. È stata, persino, cancellata dai moderni atlanti. Alcuni tronchi sono, però, ancora ben conservati. Soprattutto non è sparita dai cuori degli americani e di coloro che vogliono solcare le strade del mito a stelle e strisce.
La US 66 fu una delle prime highway federali. Fu aperta l'11 novembre 1926, anche se non furono installati subito tutti i cartelli indicatori. Originariamente collegava Chicago alla spiaggia di Santa Monica attraverso gli stati di Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, Nuovo Messico, Arizona e California. La distanza complessiva era di 2.347 miglia (3.755 km).
Il punto iniziale della strada fu modificato più volte. Inizialmente la strada iniziava all'incrocio tra “Michigan Avenue” e “Jackson Boulevard”. Negli anni ‘30 fu modificata per permettere l'edificazione di nuovi edifici per l'esposizione universale. Il punto di partenza fu spostato all'incrocio tra “Lakeshore Drive” e “Jackson Boulevard”. Convenzionalmente il miglio 0 si trova all'imbocco di “Adam Street”, anche se non fu mai fissato come punto di partenza.
Negli anni trenta, quattro tratti principali ebbero dei cambiamenti di percorso.
La 66 fu una strada usata per la migrazione verso Ovest e sostenne l'economia delle comunità attraverso le quali passava, soprattutto, durante la “Grande Depressione. Il traffico crescente aiutò a creare quelle imprese familiari tra cui stazioni di servizio, ristoranti e riparatori d’auto.
Durante la Seconda Guerra Mondiale molti utilizzarono la strada per recarsi verso le industrie di materiale bellico in California. La Route 66 completamente asfaltata divenne una delle strade più trafficate e servì anche per spostare materiale militare. Negli anni cinquanta divenne la strada preferita da chi raggiungeva Los Angeles per vacanza. Con l'aumento del turismo nacquero molte attrazioni commerciali lungo tutto il tracciato. L’industria dei fast-food ebbe i suoi natali su questa strada.
Durante i suoi quasi 60 anni di vita fu in continuo mutamento. L'aumento del traffico portò ad un incessante miglioramento della 66.
Le popolazioni prosperarono per la crescente popolarità della strada. Alcune di queste combatterono per tenere in vita la strada dopo la nascita del nuovo sistema. La US Route 66 fu ufficialmente rimossa dal sistema delle highway nel 1985, quando assieme alle altre, fu sostituita dallo “Interstate Highway System”.
Quando la strada fu dismessa, i vari tronchi furono trattati in modi molto diverso. Per molte città divenne un collegamento commerciale con le interstatali. Alcuni tratti diventarono strade statali, locali, private ed alcuni furono abbandonati.

Clara Tumminelli

 


 

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