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Storie di sempre: il ‘Munaciello e la bella ‘Mbriana

 

di Stefania Salemme

 

‘U munaciello, rappresenta senza dubbio l’anima goliardica del popolo napoletano. Non si sa con precisione se effettivamente sia esistito oppure no, ma di fatto entra a pieno titolo nel patrimonio culturale napoletano.

Viene raffigurato come un essere di bassa statura, con il viso deforme, e con un saio bianco ed un cappello nero oppure rosso. Il suo nome deriva dall’ipotesi più attendibile circa la sua effettiva esistenza; si racconta infatti, che il munaciello fosse un bambino nato di statura nana e dal corpo deforme, figlio di una giovane donna di buona famiglia, tale Caterinella Frezza che si era perdutamente innamorata di un ragazzo di nome Stefano Mariconda. La loro storia d’amore venne però ostacolata dalla famiglia della ragazza che decise di uccidere il giovane.

Accecata dall’immenso dolore, Caterinella decise di trascorrere il resto della sua vita in totale isolamento in un convento, dove diede alla luce un esserino mostruoso, ma incredibilmente dolce. Il bambino crebbe sereno fra  le amorevoli cure delle consorelle della donna e gli fu cucito un saio con un cappuccio per proteggerlo da occhi indiscreti.

Il bambino trascorse la breve vita in un clima di amore e serenità, fino alla morte che lo colse in precoce età.

 Lo spirito però continuò a vagare per alcune zone della città prendendosi gioco delle persone.

Una seconda ipotesi, narra della effettiva presenza in vita di un nano, gestore dei pozzi per l’acqua che nutriva un’insolita vocazione per le belle donne, soprattutto se prosperose.

In entrambi i casi ‘o Munaciello, è dispensatore di stati d’animo sempre diversi. Può esprimere simpatia se suggerisce i numeri da giocare al lotto, o se lascia spiccioli per la casa; può esprimere antipatia, se si aggira furtivo tra le pareti domestiche compiendo dispetti di ogni tipo: rottura di piatti, apertura improvvisa di mobili o porte e fischi notturni nelle orecchie dei dormienti. In questi due casi è solito indossare un cappello nero, mentre nel terzo caso, ossia quando è dispensatore di affetto, ne indossa uno rosso fuoco. In questo ultimo caso il folletto si diletta a palpeggiare le donne di casa, a volte facendo anche sparire indumenti intimi.

La leggenda vuole che esso abiti solo dimore nelle zone della Vicarìa, lungo la via dei Tribunali, nei vicoli di Forìa ed anche nei pressi di Piazza Mercato nel Porto.

Che lo si tema o lo si ami, esso si insedia nelle case rendendo la vita dei suoi abitanti sicuramente molto movimentata.

Come eterna antagonista del Munaciello, vi è da sempre la bella ‘Mbriana. Essa viene raffigurata o come un geco grigio, oppure come una bella ragazza che ondeggia tra il chiaro-scuro delle tende mosse dalla brezza in una bella giornata di sole.

Dal carattere irascibile, permaloso e possessivo, si aggira tra le pareti domestiche dispensando ai suoi abitanti o buna sorte, oppure se respinta, una serie innumerevole di malefatte di ogni tipo. Gli anziani, che credono molto nella sua presenza, sono soliti apparecchiare la tavola e lasciare una sedia libera anche per lei.

Un cosa è certa, che ci sia, oppure sia solo fantasia, sarebbe davvero divertente poter assistere ad un incontro tra la bella ‘Mbriana  ed il Munaciello. Non si sa mai cosa potrebbe succedere….!

 Stefania Salemme

 


 

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